L’analisi Transazionale e le carezze positive

(foto fonte dal web)

L’analisi transazionale è una teoria della personalità e del comportamento sociale utilizzata come metodo psicoterapeutico sviluppata negli anni Cinquanta dallo psichiatra e analista canadese Eric Berne (1910-1970). «Questo tipo di approccio psicosociale riconosce il disagio psicologico come un blocco di crescita del potenziale psicofisico dell’essere umano. Ha per oggetto la “transazione”, ovvero lo scambio che si verifica tra due individui che comunicano (Crescita personale .it)».  La parte principale di questa teoria e che interessa molto anche coloro che lavorano in una Casa di riposo con gli anziani è il concetto e la prassi delle “carezze”: stimoli fondamentali per un sano tono psichico e necessari mezzi di riconoscimento (sia positivi che negativi) tra esseri umani. Tutti, nel corso della nostra vita abbiamo avuto bisogno ed abbiamo bisogno di riconoscimenti. Nella teoria dell’Analisi Transazionale, qualsiasi atto che soddisfa questo naturale e innato bisogno viene definito carezza. Ci sono diversi tipi di carezze. Possono essere verbali o non verbali. Le carezze verbali vanno dal semplice “Ciao!” a una conversazione completa. In sostanza, questo tipo di carezze include tutti quei segni di riconoscimento che le persone possono darsi attraverso le parole; dunque, esempi di carezze verbali possono essere rappresentati dai complimenti e purtroppo anche da carezze negative come gli insulti. Le carezze non verbali sono invece dei segnali che non richiedono le parole, come i sorrisi, gli abbracci, o in caso negativo anche maltrattamenti fisici. Le carezze infatti possono essere positive o negative. Mentre le carezze positive vengono vissute da chi le riceve come dei gesti piacevoli, quelle negative sono invece spiacevoli.  Sembra un controsenso ma nonostante l’effetto che le carezze negative hanno su chi le riceve, le persone non cercano sempre quelle positive evitando le negative, perché qualsiasi tipo di carezza è meglio di nessuna carezza, purché venga soddisfatto il proprio bisogno di stimoli. Fin da bambini, le persone agiscono istintivamente in questo modo. Naturalmente con gli anziani sviluppiamo le carezze positive che li pongano nelle condizioni di vivere in Rsa gli ultimi anni della loro vita nel miglior modo possibile. Infine le carezze possono essere condizionate o Incondizionate. Le carezze condizionate sono dei riconoscimenti per ciò che le persone fanno (un compito, un comportamento, ecc.), mentre quelle incondizionate si riferiscono a ciò che le persone sono, alla loro esistenza, a prescindere da quello che fanno e agiscono. La sola presenza fisica di una persona, e questo si può molto notare lavorando con gli anziani, a seconda di come si pone, della pazienza e dell’amore che ci mette nel loro accudimento e nel soddisfacimento anche di piccoli bisogni, può essere un elemento di benessere imprescindibile per loro. Per questo motivo il nostro impegno nel creare un ambiente familiare in una casa di riposo che per gli ospiti diventa la loro casa, dovrebbe sempre essere rivolto in tale direzione.

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