
La quantità di persone anziane negli ultimi anni è in forte aumento e anche i sociologi, pensano dovranno essere oggetto di un sempre maggiore interesse. “Come si potrà integrarli?” ci si chiede e la domanda nasconde una preoccupazione: “Come potremo occuparcene?”. «Secondo quest’approccio gli anziani sono soprattutto una difficoltà. La questione è vista con gli occhi degli attivi. Gli ambienti produttivi sono in ansia per quelli che non producono. Così le domande centrali della questione sembrano essere: “Quanto ci costa?” e “Cosa ci guadagniamo?”. È la previdenza che reagisce alla sfida difendendosi. È il settore della sanità che si chiude allo stesso modo. È, in generale, un’impostazione che riduce la vita sociale e personale ai soli aspetti economici (Fonte Andrea Bartoli trattato Prospettive assistenziali). Ponendosi però dal punto di vista degli anziani, le stesse affermazioni sono percepite in altro modo. Innanzitutto il prolungamento della vita non è una minaccia, ma è una condizione personale positiva. Oggi sono sempre più numerose le persone che possono dire: «A settanta, ottanta anni sono ancora vivo. Non mi è accaduto di morire giovane come i miei genitori, i nonni…». Gli anziani, in genere, non sono affatto scontenti di vivere di più. La stragrande maggioranza è autonoma, vive a casa sua, frequentemente svolge attività, lavorative e di vario tipo, non è per nulla un peso o un problema. «A volte si incontra un giusto orgoglio. È la forza della propria età, dell’esperienza, della voglia di vivere e di contare. La prima osservazione che dobbiamo sottolineare è quindi che c’è una percezione diversa della stessa situazione da parte degli anziani rispetto al resto della popolazione. Assistiamo, infatti, ad una divaricazione tra l’atteggiamento degli adulti, attivi, sani, integrati e quello degli anziani. Da una parte si tende al catastrofismo, dall’altra si cerca di presentare la terza età in termini positivi».(Fonte Andrea Bartoli trattato Prospettive assistenziali). Le posizioni a volte s’incontrano, a volte si scontrano, a volte danno dei risultati imprevisti. Si cerca di operare piuttosto attraverso una esplicita accoglienza delle esigenze e dei diritti della persona. Ed eccoci quindi giunti al vero fulcro del tema: le esigenze ed i diritti della persona. Ed è in questo contesto che si colloca il nostro intervento assistenziale. Certamente tutto il personale avrà un congruo ritorno economico, perché si tratta di un lavoro importante e di responsabilità, non un business in cui l’anziano curato ed accolto in Rsa viene considerato un oggetto. Gli standard di qualità saranno eccellenti per far sentire il paziente come a casa sua e sempre al centro della nostra azione di intervento impegnata al massimo per il suo benessere psico -fisico.