Il benessere psicofisico al centro dell’attenzione del nostro lavoro in Rsa

Il benessere dell’anziano dal punto di vista psico-fisico è al centro dell’attenzione del nostro lavoro di equipe socio sanitaria in Rsa. «Spesso erroneamente quando si fa riferimento alla salute mentale e al benessere psicologico della persona anziana, si tende a banalizzare o sminuire di molto l’importanza dei sintomi» (fonte Scuole di specializzazione in Psicoterapia cognitiva). Questo atteggiamento, aumenta esponenzialmente luoghi comuni, che diventano dei propri miti sempre più difficili da sfatare. Queste convinzioni comportano da parte degli anziani una ridotta richiesta di aiuto, aumentano i fattori di rischio per l’insorgenza di patologie psichiche e un conseguente peggioramento della qualità della vita. Bisogna di conseguenza puntare la nostra attenzione sulla vecchiaia, essa viene tendenzialmente dipinta come una condizione di inesorabile declino fisico e cognitivo, di peso economico e sociale, di tristezza, isolamento e di asessualità. «L’Organizzazione mondiale della sanità ha affrontato recentemente il tema della salute mentale adottando a gennaio 2012 la Risoluzione “Global burden of mental disorders and the need for a comprehensive, coordinated response from health and social sectors at the country level” (pdf 21 kb) fonte Epicentro). Il documento prende in considerazione vari aspetti dei disturbi mentali, ponendo l’accento, tra l’altro, sui disturbi neuropsichiatrici tra cui la malattia di Alzheimer, che viene riconosciuta come “importante causa di malessere senile” con un pesante contributo al carico patologico attribuibile alle patologie non-trasmissibili. La Risoluzione evidenzia anche come i disturbi mentali siano spesso associati a patologie croniche e ad altri fattori sanitari e sociali, quali la povertà, l’abuso di sostanze stupefacenti e il consumo dannoso di alcol. La promozione del benessere psicologico della persona anziana permette di abbattere gli stereotipi, e consente di rimettere al centro la persona, il suo benessere e migliorare la qualità di vita. La psicologia dell’invecchiamento, infatti, promuove il benessere mentale, sostenendo l’autostima, l’equilibrio emotivo a fronte di inevitabili trasformazioni, fornendo spunti per vivere anche una rinnovata sessualità. Inoltre, stimola le funzioni cognitive e spinge alla socializzazione. Questo percorso di cura viene effettuato attraverso una psicoterapia effettuata da professionisti esperti nella psicologia dell’invecchiamento e delle fasi di cambiamento. La psicoterapia cognitivo-comportamentale, data la sua provata efficacia, risulta un valido strumento di cura verso tali patologie. Infatti, varie revisioni della letteratura sottolineano questa efficacia, sia nel disturbo depressivo che nei disturbi d’ansia nel paziente anziano (Gould et al., 2012a, b). La psicoterapia dell’anziano viene effettuata tenendo conto dei cambiamenti strutturali dati dall’avanzare dell’età, promuovendo strumenti adatti e di facile gestione da parte del paziente.

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