La promozione dei bisogni del paziente anziano partendo dalla continuità assistenziale

Dobbiamo sempre porre l’accento sull’aspetto che le problematiche collegate all’invecchiamento richiedono una prospettiva di continuità di assistenza che inizi con lo sviluppo di una cultura che sottolinei l’importanza della dimensione sociale ed ambientale e che promuova una piena partecipazione dell’anziano. Entrambe le dimensioni sono strettamente connesse alla salute e al benessere psicologico delle persone anziane. Un aspetto quest’ultimo fondamentale per il paziente anziano che diventa un ospite della nostra Rsa. La cura integrata include tutto il processo che va dalla prevenzione, alla promozione, all’avvio di progetti che vadano a mantenere attiva tutta la sfera cognitiva residua e che, contestualmente influiscano positivamente sul tono dell’umore. Il benessere psicologico, come noto, produce una maggiore quantità di serotonina, ovvero l’ormone della felicità. La serotonina è una molecola che agisce come neurotrasmettitore ed ormone ed è presente in molti tessuti tra cui il cervello, il tratto gastrointestinale, i polmoni, i reni e le piastrine. L’aumento della disponibilità cerebrale di serotonina porta buon umore, riduce l’ansia e l’aggressività e allevia il mal di testa. Occorre garantire l’accesso delle persone anziane alle cure psicologiche efficaci per affrontare il tema della solitudine, della depressione, per citare solo alcune delle condizioni di maggiore incidenza nella popolazione anziana. Inoltre, le emergenti condizioni di fragilità cognitiva, affettiva e relazionale necessitano di una diagnosi precoce e tempestiva e un approccio adeguato e integrato. Non vanno trascurate le implicazioni psicologiche correlate agli emergenti cambiamenti funzionali e motori e agli adattamenti conseguenti nella propria autonomia e autoefficacia. L’obiettivo complessivo potrebbe essere riassunto nella necessità di promuovere un adattamento continuo della persona anziana al fine di preservare l’autonomia possibile e promuovere il “vivere bene” nelle diverse condizioni. Per garantire e tutelare questo “benessere possibile”, occorre predisporre un’accurata valutazione dei bisogni del paziente. Successivamente solitamente si interviene sul bisogno di relazioni significative, al fine di evitare la solitudine emotiva, condizione che può determinare l’aumento delle fragilità a livello cognitivo, emotivo, somatico e sociale, correlata all’insorgenza e aggravamento di patologie psichiatriche ed organiche; il bisogno di preservare un senso di identità del sé, che si conservi nonostante le perdite funzionali, cognitive, di ruolo, e che continui a restituire all’anziano il senso del suo esistere nel mondo; il bisogno di autonomia, intesa come possibilità di azione e di incisività nel proprio contesto di vita, autodeterminandosi nelle proprie scelte; il bisogno di condivisione, ascolto e di considerazione positiva e il bisogno di rispetto e considerazione della propria identità e dignità.

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