
L’ aspettativa di vita in Italia è elevata ed è destinata a salire ulteriormente. Ciò sta a significare che l’Italia vedrà crescere il numero di persone “anziane”, nel corso dei prossimi anni, diventando una nazione di seniors. «E se a questo aggiungiamo il fatto che invece il tasso di natalità è confermato in diminuzione, la situazione degli anziani nella società di oggi si propone come un tema importante anche per il futuro. Ma oltre a queste considerazioni, ci sono altre domande che è lecito porsi. Parliamo di “anziani”, ma quando inizia effettivamente la condizione di anzianità nella nostra società? E soprattutto, qual è il ruolo degli anziani nella società moderna? Essere anziano oggi è diverso rispetto al passato anche più recente. In particolare, è proprio la condizione stessa dell’anzianità ad essere mutata. Fino a pochi anni fa i sessantenni potevano essere considerati “anziani”, mentre oggi è difficile farli rientrare in questa categoria, o in generale fare qualunque categorizzazione di questo tipo, vista appunto l’aspettativa di vita in continua crescita» (Fonte Sanitelgest.it). Una persona che fino a dieci anni fa poteva essere considerata anziana, oggi può vivere nel pieno del suo benessere psico-fisico, essere inserita nella realtà lavorativa quotidiana della propria comunità e della propria famiglia, ma puntualmente ciò non avviene. Il problema si pone quando la persona anziana comincia ad evidenziare un certo decadimento psico fisico. In una società sempre in movimento, in cui tra studio e lavoro quasi tutti i componenti della famiglia hanno la giornata completamente impegnata, una persona anziana può facilmente trovarsi a trascorrere molto tempo da sola. Se da un lato questo potrebbe voler dire maggiori occasioni di socializzare con membri esterni alla famiglia, dall’altro, specialmente per persone con problemi di salute o di mobilità, la solitudine può portare ad un disagio molto profondo. Quando una persona anziana fa il suo ingresso in una Rsa, specialmente nella fase iniziale, va seguita in maniera particolare, facendo sentire la presenza consolatoria e rassicurante del personale che si occuperà di lei o di lui. L’ospite ha bisogno di un punto di riferimento, ha bisogno di sentirsi considerato e valorizzato. Il fatto che la parte di tempo che le/gli resta da vivere rappresenta l’ultima parte della sua esistenza, deve rappresentare per tutto il personale socio assistenziale che opera all’interno di una Casa di riposo, una sfida per trasformare questa fase della sua vita qualcosa di piacevole ed arricchente dal punto di vista sia dei contatti umani che per la creazione di una vera e propria rete sociale.