Aggressività negli anziani

Uno dei disturbi più frequenti negli anziani è strettamente legato all’aggressività, tra i più comuni nella terza e quarta età. In queste situazioni è difficile da parte degli operatori socio assistenziali che lavorano all’interno di una Rsa modulare il comportamento dell’anziano e a gestire il problema. Per tale motivo è fondamentale capire cosa fare durante questi momenti. «La motivazione scatenante alla base dei comportamenti aggressivi più tipici è la paura: infatti, chi è interessato da queste condizioni vive spesso stati di agitazione e smarrimento: di conseguenza, l’aggressività nell’anziano è da vedersi come una difesa, e non va mai presa come un attacco diretto a chi si prende cura di lui» (Fonte hellougo.com). Un altro aspetto importante è capire che l’aggressività dell’anziano non rappresenta un cambiamento dei suoi sentimenti, ma che la diversità di reazioni è dovuta ad una condizione patologica che come effetto provoca l’alterazione di percezione e pensiero. Questo cambiamento nell’anziano se mette in difficoltà un’operatrice o un operatore risulta ancora più difficile da accettare.  Non è facile, ma è importante cercare di rimanere calmi per non perdere il controllo della situazione. «Certamente non sarà facile, soprattutto se l’anziano urla o si comporta in modo minaccioso. Può darsi che l’anziano sia spaventato o arrabbiato e abbia soltanto bisogno di essere rassicurato spiegandogli cosa sta succedendo. e si verifica un episodio di aggressione, è meglio parlarne con una persona di fiducia, anche se si pensa di aver gestito bene la situazione» (Fonte hellougo.com). Se il problema diventa incontrollabile o la paura prevale è necessario consultare il medico che sarà in grado di consigliare sul da farsi e, se necessario, prescrivere dei farmaci. Per ovvi motivi ogni genere di aggressività è fastidiosa ma l’assunto principale che non va mai dimenticato da ricordare è che l’anziano non è aggressivo perché decide di esserlo. Saper chiedere aiuto diventa quindi fondamentale. Cercare collaborazione anche con i parenti può trarre giovamento alle operatrici ed agli operatori. Un particolare da tenere in mente quando le giornate si fanno più difficili e gestire l’aggressività diventa più difficile. Questo però non vuol dire prendere in carico tutte le responsabilità e le difficoltà legate alla persona anziana, ma significa anzi saper anche chiedere aiuto. Per quanto ci si abitui, ogni aggressione fisica o verbale, soprattutto se ripetuta nel tempo, lascia un segno in chi si prende cura degli anziani che a lungo andare può portare a rabbia e stress. Provare sentimenti di colpa e di inadeguatezza è frequente visto che gli episodi di aggressività colpiscono il benessere emotivo di quelli che con termine tecnico vengono definiti “caregiver”. Confrontarsi con persone che per professione o esperienza personale stanno vivendo situazioni simili può rappresentare non solo un momento di condivisione ma anche di confronto sulle strategie maggiormente efficaci per il superamento delle difficoltà pratiche.

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