
Da bambini ti fornisce gli strumenti migliori per conoscere la vita. Da giovani ti aiuta ad acquisire una certa consapevolezza verso la maturità, e di essere persone complete e da anziani ti allunga la vita. Una recente ricerca pubblicata dal giornalista de “La Stampa” Antonio Galdo sul periodico online “nonsprecare.it” indica come la curiosità oltre che ad essere un elemento fondamentale della condizione umana se coltivata in “giusta misura” influisca positivamente sulla nostra vita. È stato il filosofo britannico Thomas Hobbes, agli inizi del Seicento e dunque molto prima dell’avvento dell’Illuminismo, a dare il giusto valore alla curiosità. A renderla, con la razionalità, una caratteristica fondamentale dell’uomo, il vero tratto che ci distingue dagli animali. Con Hobbes nasce l’umanesimo scientifico al cui centro si piazza proprio la curiosità. Una molla che spinge alla conoscenza, e agli sviluppi nel presente e nel futuro che essa comporta. «Tutta l’epopea dei vaccini, frutti di scienza e conoscenza di lungo respiro, nasce sotto il segno della curiosità, capace di cambiare il destino dell’uomo. a differenza della razionalità, sentimento freddo di analisi, quasi distaccato, la curiosità è calda, esprime desidero e dunque, altro elemento distintivo dell’uomo dall’animale, la possiamo inquadrare nell’ambito delle passioni. Una passione che procede di pari passo con la ragione: il capolavoro letterario di Jane Austen, “Ragione e Sentimento”, arriverà circa duecento anni dopo le teorie di Hobbes. Gli studi del filosofo britannico sono oggi di grande attualità, in quanto c’è bisogno di rivalutare e utilizzare al massimo la curiosità». Fonte “nonsprecare.it”. La curiosità rappresenta spesso la migliore medicina naturale contro qualsiasi forma di depressione, di cattivo umore, di malinconia negativa, ed anche per contrastare il cattivo umore. «Bisognerebbe insegnarla ai bambini, fin da piccoli, coltivarla da grandi, e non perderla mai, quando diventiamo anziani. La curiosità è la più preziosa compagna di vita che ci possiamo inventare. Una parola sola rappresenta l’idea di un cambiamento ispirato all’ottimismo della volontà, di una voglia di futuro che non esclude la coltivazione del passato, della memoria. Chi la perde, rischia di perdere sé stesso fino a restare prigioniero della sua solitudine. Chi la trova, avrà una preziosa compagnia per tutta la vita». (Fonte “nonsprecare.it”). La curiosità, tra l’altro, non ha età: spunta nei bambini, già nell’infanzia, con la loro raffica di domande; sedimenta nell’adolescenza e nella gioventù, quando accompagna la crescita delle persone; allunga la vita, e la voglia di vivere, negli anziani. Guai a sprecare tanta forza, tanto valore, tanta forza interiore. Secondo Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica, è la curiosità più che l’intelligenza, a trasformare l’essere umano. In meglio, generalmente.