
Il celebre psicologo Erik Erikson dai cui studi molti educatori ed animatori attingono a piene mani ha sempre molto insistito sui diversi cicli della vita, a partire dalla prima infanzia, che modificano le nostre identificazioni anche nella vecchiaia. In fondo, il problema dell’invecchiamento si pone per noi fin dall’inizio: a cominciare dall’infanzia. Perché si parla tanto di crisi della senescenza allo stesso modo in cui si parla dell’adolescenza e in cosa si somigliano? Due caratteristiche rendono queste crisi difficili e a volte dolorose. L’immagine di sé, fondamento del nostro narcisismo primario, si modifica profondamente. Nelle persone che invecchiano, come negli adolescenti, il corpo si modifica e la percezione di sé ne è turbata. Ora noi sappiamo come la perdita dell’immagine di sé può essere all’origine della angoscia e della sensazione di vuoto. C’è tutto un lavoro di destrutturazione e poi di ristrutturazione psichica; in sostanza si deve realizzare una elaborazione di «lutto», un lutto della propria immagine. L’invecchiamento implica un lavoro psichico: c’è una elaborazione dell’invecchiamento, come c’è l’elaborazione del «lutto», e non sono né il lutto né l’invecchiamento ad essere patologici, bensì l’arresto dell’elaborazione a causa del rifiuto, della repressione, ecc. Non si modifica solo l’immagine di sé, ma viene meno il significato, l’ideale dell’io, veicolato dal mito personale e collettivo. L’elaborazione del lutto che ho ricordato può avvenire solo attraverso la simbolizzazione, la formazione di un nuovo linguaggio personale. Ora, anche in questo caso, troviamo un punto comune con l’adolescenza: manca un discorso sociale sull’invecchiamento, o è molto limitato. Come per l’adolescente, c’è un vuoto simbolico, legato in parte al fatto che tale situazione, anche perché dura più d’una volta, è relativamente nuova per la nostra società, in parte anche ad una povertà simbolica, a un’elusione del problema del senso che provoca un ripiegamento narcisistico sul corpo. Non per niente la risposta offerta alle inquietudini e alle domande degli adolescenti e degli anziani, è molto spesso una risposta medica.