Alcune terapie non farmacologiche utilizzate con gli anziani

Ci sono alcune attività di animazione in Rsa definite anche terapie non farmacologiche che con gli anziani hanno dimostrato di ben funzionare. Parliamo per esempio della Doll-Therapy, nata negli anni ’90 in Svezia grazie ad un’insegnante di sostegno. Questa tipologia di terapia è considerata non farmacologica e consiste nel porgere una bambola all’anziano, chiamata Empathy Doll (bambola che stimola l’empatia), in alcuni particolari momenti della sua giornata. Questa bambola viene riconosciuta dall’individuo come un bambino e di conseguenza viene accudita. Grazie al fatto che questo strumento è una fonte di emozioni positive, quali: la tenerezza, la sorpresa, la felicità; dona alla persona la percezione di riavere un ruolo avuto in passato. Inoltre, attraverso l’accudimento di questa bambola, viene promosso il benessere dell’individuo e la sua autodeterminazione. Per merito di ciò, si può osservare che l’ospite presenta una riduzione di possibili comportamenti aggressivi e migliora il clima relazionale tra residenti, tra residenti e curanti e tra residenti e familiari (Borla, 2017). Tra le altre terapie che non farmacologiche che si possono utilizzare all’interno di una Rsa c’è l’Aroma-Terapia. Quest’ultima “consiste nello studio e nell’applicazione del potenziale terapeutico insito negli oli essenziali naturali ricavati dalle piante”. Gli oli essenziali sono in grado di generare effetti positivi sul piano emotivo, mentale e fisico (Nocentini, 2010, p. 6). Alcuni degli effetti che si possono riscontrare grazie agli oli essenziali e che possono essere collegati all’anziano sono i seguenti: riducono lo stress e hanno un effetto antidepressivo. Abbiamo poi la stimolazione basale e la sala snoezelen. Per quanto riguarda la prima, è stata ideata da Adreas Fröhlich in Germania e risulta essere un approccio che sostiene la persona affetta da una compromissione importante a livello psicologico e fisico, accompagnandola e supportandola promuovendo una comunicazione e uno sviluppo individualizzato. Attraverso degli stimoli elementali, anche detti basali, ovvero visivi, uditivi, tattili, olfattivi, si darà l’occasione alla persona di “poter vivere delle esperienze significative attraverso il proprio corpo e di entrare in contatto con sé stessa, con il mondo esterno, con le persone” (Sito italiano di Basale Stimulation, s.d.). Per quanto concerne la sala snoezelen, è un ambiente progettato con luci diverse, suoni e aromi. Attraverso l’uso dei sensi, alla persona viene trasmesso un sentimento di calma e rilassamento. Risulta dunque una stanza multisensoriale controllata ed è stato dimostrato che è uno strumento utile per le persone affette da demenza. Si è potuto appurare che anziani affetti da questa malattia possono comportarsi in maniera inappropriata a causa di un proprio bisogno non soddisfatto oppure da una deprivazione sensoriale, quest’ultima può essere colmata proprio dalla sala snoezelen. Alcuni degli effetti positivi di questo modello sono: la riduzione dell’apatia; il miglioramento dell’umore, soprattutto in uno stato avanzato della demenza; inoltre, dona la possibilità all’anziano di sentirsi valorizzato e sostenuto e in grado di interagire indipendentemente dal suo declino cognitivo (Boham, 2013)

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