
Ai giorni nostri, quando si allude alla persona in età avanzata, al termine “vecchio” si preferisce piuttosto quello di ”anziano”, che sembra riscuotere una maggiore approvazione, in quanto si riferisce a “colui che ha esperienza, colui che ha qualche cosa da tramandare sul piano della prassi” (Dal Ferro, 2004, p. 230). C’è poi anche chi propone di sostituire pure il termine “anziano”, rilevandone comunque un uso, in passato, simile a quello del termine vecchio, quindi con una “una connotazione negativa [che] rimandava alla malattia, alla solitudine, alla non-autosufficienza” (Peirone, Gerardi, 2009, p. 55). Più appropriato sarebbe il termine “senior” “che sta a indicare una specifica connotazione positiva […] un anziano sostanzialmente sano e dotato di notevoli potenzialità vitali, […] un anziano motivato, attivo” (ibidem). Il termine “senior” poiché non possiede un valore assoluto come “senex”, “vecchio”, bensì comparativo, “più vecchio di”, è utilizzabile trasversalmente a tutte le età, tant’è che “si potrebbe dire che un soggetto di 15 anni è senior rispetto ad uno di 10 anni ”(ibidem, pagina 55). Utilizzando “senior” si eviterebbe dunque di stigmatizzare una specifica età della vita. È ancora interessante notare che anche in altre lingue i lemmi relativi a “vecchio” hanno valenza neutra o comparativa. Ad esempio, nella lingua inglese vecchio è definito “aged”, “dell’età di”, “che ha età” e, similmente al tedesco “alt”, è riferito quindi a qualsiasi numero di anni, e invecchiamento si traduce con “ageing”, acquistante età, avente età. Anche la lingua spagnola per definire l’anziano si avvale, con la medesima valenza di “senior”, del comparativo “mayor”. A ben vedere, dunque, il termine “anziano”, non includendo la dimensione dispregiativa che invece appartiene a “vecchio”, risulta un’espressione più rispettosa della persona in età avanzata e per questo più accettabile. Tuttavia, al di là delle derivazioni etimologiche, i due termini nella storia dell’uomo hanno assunto in eguale misura dei significati contrapposti. Ciò che infatti conferisce loro una veste negativa o positiva non dipende tanto dal relativo valore semantico, quanto dallo specifico contesto storico e socio-culturale nel quale tali termini sono stati utilizzati
# riferimenti https://centrodocumentazionepaolacattelino.it/