
Gli anziani vorrebbero non essere costretti a giocare in difesa, rifugiandosi nelle loro abitudini che diventano gli argini della loro sicurezza. Vorrebbero non morire anticipatamente di noia, di indifferenza, di tristezza perché è a loro impedito di esprimere quel potenziale emotivo che li rende ancora in grado di progettare. E soprattutto vorrebbero che la progettazione di cui ancora sono capaci non cadesse nell’indifferenza, non fosse interpretata come pura eccentricità. La vecchiaia quindi, prima di un decadimento biologico, è uno stile di vita imposto dagli altri che ai vecchi concedono uno spazio espressivo molto ridotto, oltrepassato il quale il vecchio o è giudicato trascurato, disordinato, sciatto, o ambizioso, vanitoso, ridicolo. Per i vecchi, infatti, vale la legge del tutto o nulla. Forse perché la prossimità alla morte, che ogni vecchio segnala, attiva in ciascuno di noi quell’angoscia originaria, iscritta nel nostro destino di mortali, che non trova forma migliore d’esorcismo se non quella di scaricarsi sui vecchi che impudicamente la rappresentano. Dalle osservazioni fino a qui fatte si può trarre l’ovvia conclusione che anche la fase “anziana” dell’esistenza individuale non solo ha un valore, ma che questo valore si inserisce in uno schema evolutivo, e quindi è un valore che deriva non solo da un rispetto “etico”, che già da solo sarebbe sufficiente, ma anche da motivi di carattere funzionale, finalistico ed evolutivo. Longevità e felicità possono però andare d’accordo. Affermare ed essere responsabili di questo permette di tenere “l’uomo al centro”, ma per fare ciò è necessario riportare sul piano di una precisa concretezza non puramente o solamente pragmatica i progetti di sviluppo sociale, perché questo ridiventi sviluppo dell’uomo. Tutto ciò calato nella realtà della nostra Rsa diventa il simbolo di un impegno affinché l’anziano si senta protagonista degli ultimi anni della sua vita e che il “passare del tempo” sia piacevole e non “subito passivamente”.
(Riferimenti: Klein: Il tempo, la sostanza in cui è fatta la vita, Vari articoli pubblicati sul settimanale L’Espresso a cura di Roselina Salemi. Articolo del Dott. Mario Santini per seminario sulla terza età