Il comportamento di una persona anziana e come trattare l’aggressività

Il comportamento di una persona anziana può cambiare in modo significativo con l’avanzare dell’età. Spesso si verifica la comparsa di disturbi psicologici che non erano evidenti precedentemente, o che lo erano in modo meno marcato. Possono comparire ansia, depressione ed insonnia e in alcuni casi anche di non controllo degli impulsi, agitazione ed aggressività. Questi sintomi possono incidere negativamente sulla persona stessa e soprattutto sui suoi familiari. È importante in questi casi ricevere una diagnosi accurata andando a ricercare ed eliminando le possibili cause scatenanti. Dove indicato è utile iniziare un trattamento farmacologico eventualmente associato a terapie non farmacologiche come la stimolazione cognitiva e la terapia occupazionale che permettono un miglioramento dei sintomi e ne prevengono l’aggravarsi. L’aggressività può essere il riflesso di condizioni fisiche e psicologiche che guidano l’anziano ad un progressivo cambiamento ed una significativa variazione dell’umore, spesso aggravati da demenza, Alzheimer, disturbi del sonno e altre patologie. In altri casi, questa particolare condizione può dipendere semplicemente da uno stato di paura derivante da un senso di vulnerabilità, isolamento sociale, o da un ambiente percepito come minaccioso o non familiare. Talvolta può invece essere la conseguenza di specifici fattori emotivi: la paura, l’imbarazzo, il nervosismo, l’insoddisfazione, per esempio. Con l’avanzare degli anni, infatti, molte persone vivono un lento declino delle funzioni mentali, prendendo coscienza della diminuzione del completo controllo sulla propria esistenza o stress dovuto alla consapevolezza dell’incapacità di mantenere l’autosufficienza nelle attività quotidiane. È possibile supportare il soggetto anziano attraverso alcune accortezze, tra cui: l’uso di toni pacati e di un atteggiamento calmo ed accomodante, che non generi ansia e paura nella persona; l’intervento immediato in caso di episodi di aggressività, anche lieve, attraverso parole rassicuranti e cercando di tranquillizzare; un aiuto nello svolgimento delle normali mansioni quotidiane, cosicché l’anziano si senta utile e contributivo; l’utilizzo di empatia che consente di riconoscere e rispondere meglio ai bisogni emotivi e fisici dell’anziano, stabilendo una comunicazione più efficace e un legame di fiducia più forte. Tutto ciò viene applicato nella nostra Rsa con un intervento educativo programmato ed adatto per ogni paziente con cui si ha a che fare.

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