La cura dell’anziano non autosufficiente deve essere affidata a dei professionisti

La terza età è un periodo molto complesso che occorre gestire adeguandosi al passare degli anni e trovando supporto attraverso soluzioni che si adattino alle diverse necessità, proprio in base all’età. Con il tempo l’anziano, infatti, richiede sostegno, in taluni casi, continuativo e costante, fornito non solo dalla famiglia ma anche da persone qualificate e specializzate. Non sempre la famiglia possiede le competenze e gli strumenti adeguati a fornire il giusto supporto, e per questo, in caso di assistenza ad anziani non autosufficienti si può ricorrere a diverse soluzioni. Intanto bisogna specificare che con il termine non-autosufficienza si fa riferimento ad una condizione di grave difficoltà nell’interazione con l’ambiente circostante a causa della perdita permanente, totale o parziale, di abilità fisiche, sensoriali, cognitive, psichiche e relazionali indispensabili per lo svolgimento delle azioni quotidiane, senza dover ricorrere al supporto di terzi. Un anziano non autosufficiente non può svolgere in modo autonomo le funzioni essenziali quotidiane e necessita, pertanto, di supporto nella deambulazione, nella cura della propria igiene personale, nel vestirsi e, infine, nell’alimentarsi. Le RSA, Residenze Sanitarie Assistenziali, sono strutture concepite per l’accoglienza di utenti non autosufficienti che necessitano di assistenza costante fornita da medici, infermieri qualificati supportati da assistenti sanitari, in grado di identificare eventuali sintomi e possibili cambiamenti delle condizioni di salute.  Inoltre all’interno di una Rsa ci sono anche competenze di supporto psicologico ed educativo che forniscono un supporto concreto ai disagi psichici e comportamentali. In questo senso quella che viene definita terapia non farmacologica è di estrema importanza nell’economia di un approccio alle problematiche di un anziano. La competenza di una RSA garantisce assistenza totale, sicurezza e serenità, sia al paziente che ai familiari. Nella nostra Rsa come primo intervento all’atto dell’ingresso di un nuovo paziente, viene applicata la terapia comportamentale. La psicoterapia cognitiva comportamentale è un trattamento che prevede di indebolire progressivamente i legami tra gli stimoli ansiogeni e la percezione dell’ansia. Durante questo percorso, il paziente può avvertire le emozioni più disparate: paura, tristezza, agitazione, preoccupazione, rabbia, panico ecc. In tali circostanze, la componente cognitiva della psicoterapia: Insegna ad adottare tecniche di rilassamento, per calmare il fisico e la mente; allena a riconoscere i pensieri ricorrenti e gli atteggiamenti distorti che causano disagio, sensazioni negative e comportamenti sbagliati, sostituendoli con pensieri realistici o più funzionali al proprio benessere.

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