
Spesso erroneamente quando si fa riferimento alla salute mentale e al benessere psicologico della persona anziana, si tende a banalizzare o sminuire di molto l’importanza dei sintomi. Tutte queste credenze comportano una ridotta richiesta di aiuto, aumentano i fattori di rischio per l’insorgenza di patologie psichiche e un conseguente peggioramento della qualità della vita. Focalizzando la nostra attenzione sulla vecchiaia, essa viene tendenzialmente dipinta come una condizione di inesorabile declino fisico e cognitivo, di peso economico e sociale, di tristezza, isolamento e di asessualità. La promozione del benessere psicologico della persona anziana consente di rimettere al centro la persona, il suo benessere e migliorare la qualità di vita. La psicologia dell’invecchiamento, infatti, promuove il benessere mentale, sostenendo l’autostima, l’equilibrio emotivo a fronte di inevitabili trasformazioni, fornendo spunti per vivere anche una rinnovata sessualità. Inoltre, stimola le funzioni cognitive e spinge alla socializzazione. Tale percorso di cura viene effettuato attraverso una psicoterapia effettuata da professionisti esperti della psicologia dell’invecchiamento e delle fasi di cambiamento. La psicoterapia cognitivo-comportamentale, data la sua provata efficacia, risulta un valido strumento di cura verso tali patologie. Infatti, varie revisioni della letteratura sottolineano questa efficacia, sia nel disturbo depressivo che nei disturbi d’ansia nel paziente anziano (Fonte Gould et al., 2012a, b). La psicoterapia dell’anziano che è un concetto fondamentale sul quale si basa l’intervento educativo e dell’azione degli operatori socio sanitari ed assistenziale anche nella nostra Rsa viene effettuata tenendo conto dei cambiamenti strutturali dati dall’avanzare dell’età, promuovendo strumenti adatti e di facile gestione da parte del paziente. Il trattamento può prevedere la rappresentazione anche grafica di quello che si andrà a svolgere permette di favorire la comprensione dei contenuti e di elaborarli con maggiore facilità; permette inoltre di ridurre l’ansia che spesso l’anziano presenta nell’affrontare qualcosa di ignoto. Soventemente le resistenze nell’intraprendere un percorso sono date da differenti miti, che la persona attribuisce alla sua età e alle difficoltà che può incontrare. In primis parliamo del fatto che una persona anziana spesso si autoconvince di non essere più in grado di svolgere anche piccole attività di ginnastica dolce per difficoltà dovute all’invecchiamento. La nostra azione sarà mirata a stimolare i nostri pazienti ad avere più fiducia in sé stessi e a produrre in loro la convinzione che (tranne nei casi più gravi) il loro benessere dipende da loro.