
Con l’invecchiamento, come abbiamo avuto modo di sottolineare diverse volte a livello cognitivo si osservano dei cambiamenti importanti, anche se non sempre questi arrivano a compromettere le capacità di funzionamento della persona. Dal punto di vista affettivo, si osserva una relativa stabilità della traiettoria. Negli aspetti relazionali e sociali, la traiettoria non sembra influenzata in maniera significativa dall’età in senso stretto. La condizione descritta può rappresentare ciò che viene descritto come invecchiamento primario o normativo. Con l’età, può tuttavia aumentare il rischio di sviluppare brusche inclinazioni nelle traiettorie descritte. Alcune condizioni di malattia possono comportare sia una necessità di adattamento alla nuova condizione da parte dell’anziano, sia da parte del sistema di cura complessivo, che necessita di sviluppare approcci e modalità che possano rispondere in maniera tempestiva alle nuove esigenze della persona. In questa prospettiva, l’approccio al tema dell’invecchiamento, in particolare dal punto di vista psicologico, può essere sviluppato in modalità trasversale alle diverse condizioni (sviluppo normativo e non normativo, incluso il tema del fine vita) sia integrando le differenti dimensioni psicologiche (cognitiva, comportamentale, affettiva, relazionale ed esistenziale). «Per garantire e tutelare questo “benessere possibile”, occorre predisporre un’accurata valutazione dei bisogni della persona che necessitano di essere soddisfatti» (Fonte psicogeriatria.it). La prospettiva “BioPsicoSociale” (Kitwood, 2007) definisce l’obiettivo di benessere della persona anziana nella soddisfazione dei bisogni primari di ogni essere umano, ancor più cogenti in un milieu socio-ambientale non privo di pregiudizi verso questa fase della vita. Si parla nello specifico del bisogno di relazioni significative, al fine di evitare la solitudine emotiva, condizione che può determinare l’aumento delle fragilità a livello cognitivo, emotivo, somatico e sociale, correlata all’insorgenza e aggravamento di patologie psichiatriche ed organiche; il bisogno di preservare un senso di identità del Sé, che si conservi nonostante le perdite funzionali, cognitive, di ruolo, e che continui a restituire all’anziano il senso del suo esistere nel mondo; il bisogno di autonomia, intesa come possibilità di azione e di incisività nel proprio contesto di vita, autodeterminandosi nelle proprie scelte senza sentirsi esautorato, anche in merito alle decisioni di fine vita; il bisogno di condivisione, ascolto e di considerazione positiva, capace di valorizzare e validare la prospettiva soggettiva della persona, esplorandone proattivamente vissuti ed emozioni; il bisogno di rispetto e considerazione della propria identità e dignità; Il bisogno di certezza di una cura tempestiva, personalizzata, integrata.