
Lo stato confusionale è una condizione in cui non si riesce a ragionare in modo chiaro e rapido. Può presentarsi come un senso di disorientamento oppure con l’incapacità di rimanere concentrati, di ricordare eventi o di prendere decisioni, e può essere associato a comportamenti inconsueti o aggressivi. A seconda della sua causa, il problema può essere improvviso o svilupparsi lentamente. Inoltre mentre in alcuni casi la confusione dura poco, altre volte è permanente e non curabile, come avviene nel caso di alcune forme di demenza. Il rimedio migliore dipende dalla causa dello stato confusionale. In caso di un problema improvviso dovuto a un calo degli zuccheri nel sangue (anche a causa dell’assunzione di farmaci per il diabete) è ad esempio utile bere una bibita zuccherata o mangiare uno snack dolce. Ovviamente paziente in stato confusionale con il quale a volte abbiamo a che fare anche noi in Rsa è bene non lasciarla sola. Per aiutarlo è bene presentarsi sempre (anche se ci si conosce da tempo), ricordargli dove si trova, mettere a sua disposizione un calendario e un orologio, parlarle dei programmi della giornata e cercare di mantenere un ambiente calmo e tranquillo. Ovviamente se lo stato confusionale è “importante” ci sarà un intervento medico che valuterà l’eventuale ricovero ospedaliero. Ci sono invece stati confusionali cronici dovuti a stati di demenza con i quali le operatrici e gli operatori socio sanitari hanno a che fare quotidianamente. Anche avvalendosi delle migliori terapie disponibili sia farmacologiche che non farmacologiche con stimolazione cognitiva e sensoriale per il mantenimento delle capacità residue, assicurare un supporto ottimale al malato non è mai facile, perché il progressivo declino cognitivo, con il tempo, determina una condizione di seria invalidità, nella maggior parte dei casi complicata da disturbi comportamentali. Sul piano pratico, un primo aspetto da considerare riguarda gli ambienti che devono essere resi il più possibile sicuri e organizzati in modo tale da ottimizzare l’autonomia residua dell’anziano. In particolare, si devono eliminare tutti gli ingombri, gli oggetti e le situazioni che possono facilitare il rischio di caduta o trauma. Un secondo punto da ricordare è che l’anziano affetto da demenza soffre di ogni cambiamento di luogo e abitudini. Per evitare inutili stress e traumi, quindi, si dovrebbe cercare di lasciarlo il più possibile in un ambiente che gli sia familiare, riconoscibile e noto. Da promuovere e assecondare è, invece, l’attività fisica, che il paziente deve essere aiutato a svolgere con modalità e ritmi compatibili con le proprie condizioni cliniche generali, ma in modo costante e quotidiano. Non serve chiedergli di compiere grandi sforzi: semplici esercizi di ginnastica dolce, come facciamo noi in Rsa e piccole passeggiate all’interno e nella bella stagione anche all’esterno della struttura.