Offrire una buona rappresentazione dei contenuti del suo benessere al paziente anziano

Offrire una buona rappresentazione al paziente anziano con una ancor migliore rappresentatività dei contenuti che si vanno ad indagare e che riguardano il suo progetto di vita, ad esempio progettualità verosimili, condivisibili e condivise, interventi concreti grazie ai quali l’RSA  possa fornire risposte importanti nell’essere creatori di benessere, sono un assunto assolutamente fondamentale . Il riconoscimento del paziente anziano come soggetto collettivo, come attori nella storia (Passerini, 2006), ha messo in discussione numerose convinzioni pregresse. A questa relativamente recente entrata in scena da protagonisti (giustamente) degli anziani, si accompagna un fenomeno singolare, ma significativo: nell’ampia, sempre più ampia, categoria degli anziani con buona probabilità entreranno a far parte gli attuali giovani e adulti, tuttavia a tale categoria non ci si ascrive volontariamente o volentieri. Del resto la condizione anziana parrebbe non godere di favori, semmai ben visibili sono gli svantaggi che l’accompagnano (Deponte, 2007). Si delinea però un paradosso: da un lato, l’aspettativa di vita della popolazione non si è mai presentata in modo tanto positivo, dall’altro la “questione” (o meglio la “variabile”) età porta a nuove/antiche forme di esclusione e di rifiuto. L’isolamento sociale (a tutti i livelli ma a maggior ragione negli anziani che sono fragili) può incidere notevolmente sulla qualità della vita e oltre a condizionare gli aspetti della vita di relazione, può compromettere le attività quotidiane e il soddisfacimento delle principali necessità. Il rischio di isolamento sociale è una delle questioni che affrontiamo e scongiuriamo con metodologie inclusive che favoriscano l’inserimento nel gruppo, ogni qual volta che arrivi una/un nuova/o paziente nella nostra struttura. La solitudine degli anziani, reale o anche solo percepita, può – in alcuni casi – portare i soggetti sviluppare una forte forma di depressione che, soprattutto all’inizio, può essere ben dissimulata dalle persone con fragilità.  La depressione e l’isolamento sociale negli anziani sono due fenomeni strettamente correlati e possono portare nelle persone coinvolte anche momenti di smarrimento: da questo punto di vista è opportuno ricordare che lo stato confusionale dell’anziano si manifesta sotto forma di mancanza di memoria e di incapacità di riconoscere in che luogo ci si trova: per contrastare, fin dal principio offrire risposte concrete che vanno per chiunque lavori in Rsa dal ricavarsi 5 minuti per interagire con il paziente anziano al realizzare progetti in team di benessere e mirati. E tutto questo nella nostra RSA di Ferrera c’è

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