IL COUNSELING PSICOLOGICO EMPATICO PER I PAZIENTI ANZIANI DELLA RSA APERTA

Più ampia e profonda è la conoscenza dell’anziano in difficoltà, più chiara è l’analisi e la comprensione del suo problema clinico ed esistenziale, maggiori sono le probabilità di un supporto valido, efficace che può avvenire solamente in un clima relazionale caratterizzato da sentimenti di rispetto, fiducia e solidarietà. Il sostegno psicologico, diviene uno strumento essenziale per aiutare il paziente a contenere, a rielaborare, a superare le sue difficoltà e paure. Il counseling psicologico-empatico,  che in pratica abbiamo attivato a Ferrera Erbognone (Pavia) con la RSA aperta quale peculiare relazione professionale, basata sulla comunicazione e sulla compartecipazione emotiva in un contesto relazionale cooperativo (Fulcheri, Bellino, Zizza, Sandri, & Bogetto, 2002; Fulcheri, Carrozzino, & Patierno, 2019; Patierno, Carrozzino, & Fulcheri, 2017) è un intervento particolarmente utile e appropriato per l’anziano coinvolto , soprattutto in alcune aree territoriali ed in particolari situazioni di disagio. L’obiettivo principale del counseling psicologico-clinico consiste nel fornire uno specifico aiuto in momenti critici dell’esistenza, caratterizzati da inquietudine e sofferenza. L’esercizio competente di una relazione professionale, intersoggettiva come quella del counseling psicologico-clinico — che si distingue in modo evidente da una generica relazione implicante un aiuto psicologico — richiede un approfondito percorso formativo che considera la complessità e la multidimensionalità della persona sofferente. E l’anziano, spesso interprete di più espressioni cliniche della sofferenza, necessita inevitabilmente di valutazioni e interventi multidimensionali e interdisciplinari che si declinano attraverso l’acquisizione di tre saperi fondamentali: il sapere, il saper fare e il saper essere. Il sapere, quale necessità di una valida preparazione personale, di un costante aggiornamento delle conoscenze sul mondo dei vecchi; il saper fare, quale continuo apprendimento e perfezionamento — in particolare attraverso l’esperienza  di abilità tecniche, specifiche per sostenere e soccorrere l’anziano; il saper essere, quale sorta di qualificante integrazione di quanto si è appresso cognitivamente ed emotivamente per meglio comprendere e aiutare.

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