L’importanza della reminiscenza come terapia non farmacologica con gli anziani

Alla vecchiaia spesso viene lasciato il compito di riassumere il filo narrativo di un’esistenza che sta per compiersi, cercando di non trascurare nessuna delle esperienze di cui il tempo l’ha arricchita. Ma il paradosso è dietro l’angolo: al di là di così intensi e profondi arricchimenti, l’anzianità è soprattutto un momento segnato da perdite, lutti, e di mancanze. L’ironia di un destino che arricchisce per togliere, avvicinando ad una fine inevitabile. L’anzianità comporta l’inizio di una corsa rivolta all’indietro: se l’adolescenza viene considerata lo stadio dell’evoluzione fisica, della scoperta, dell’acquisizione, della proiezione e della costruzione del futuro, l’ultima fase della vita comporta i processi totalmente inversi, proiettando l’individuo verso un progressivo impoverimento caratterizzato da vissuti di isolamento sociale, deterioramento fisico e cognitivo, esclusione dalla realtà performante, che possono rivelarsi fattori predittivi di disagio, se non di patologia. La vecchiaia arriva accompagnata più che da un cambiamento reale delle abitudini, dalle modifiche biologiche correlate alle stessa. Sintomi di decadenza progressiva e inarrestabile di cui la gerontologia ci offre variegata testimonianza. Si riscontra un sostanziale decadimento cognitivo: l’attenzione perde la propria competenza selettiva e la capacità di focalizzarsi a lungo su un oggetto; anche il ragionamento astratto e percettivo subiscono notevoli rallentamenti; si verifica una compromissione della capacità di memoria a breve termine, collegata alla perdita di elasticità della corteccia prefrontale, in cui la densità dei recettori dopaminergici subisce una sensibile diminuzione (McCarthy, Warrington, 1996). Questo causa un deficit di dopamina che va a diminuire la funzionalità della memoria di lavoro e della memoria prospettica, nelle quali l’anziano manifesta scompensi, disarmonie, rallentamenti (Cattell, 1963). In questo contesto si inserisce benissimo l’attività di reminiscenza ovvero la riattivazione dei ricordi mostrando al paziente vecchie fotografie e cercando di far rivivere momenti belli della sua vita. Il ricordo emerge come attivatore di affetti e sensazioni che si reificano nel presente, pur acquisendo una riscrittura diversa, dovuta proprio alla capacità della narrazione di conferire alle cose un senso innovato, trasformato alla luce delle nuove esigenze di vita (Vianello, 2021).

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.*

RSA Ferrera Erbognone  Piazza Giordano Bruno Ferrera Erbognone (PV) | Powered by Advantis