La persona anziana al “centro” del nostro progetto di lavoro

Spesso erroneamente quando si fa riferimento alla salute mentale e al benessere psicologico del paziente anziano si tende a minimizzare di molto l’importanza dei sintomi. Questo genere di atteggiamento, conduce all’aumento di luoghi comuni che diventano dei propri stereotipi sempre più difficili da sfatare. Tali credenze comportano una ridotta richiesta di aiuto, aumentano i fattori di rischio per l’insorgenza di patologie psichiche e un conseguente peggioramento della qualità della vita. Puntando la nostra attenzione sulla vecchiaia, essa viene tendenzialmente dipinta come una condizione di inesorabile declino fisico e cognitivo, di peso economico e sociale, di tristezza, isolamento e di asessualità. Lo abbiamo ripetuto diverse volte ma è il caso di sottolinearlo ancora: la promozione del benessere psicologico del paziente anziano permette di abbattere i falsi miti, e consente di rimettere al centro la persona, il suo benessere e migliorare la qualità di vita. La psicologia dell’invecchiamento, infatti, promuove il benessere mentale, sostenendo l’autostima, l’equilibrio emotivo a fronte di inevitabili trasformazioni, fornendo spunti per vivere anche una rinnovata sessualità. Inoltre, stimola le funzioni cognitive e spinge alla socializzazione. Tale percorso di cura viene effettuato attraverso una psicoterapia effettuata da professionisti esperti nella psicologia dell’invecchiamento e delle fasi di cambiamento. Quelli sopra enunciati sembrano paroloni ridondanti, ma in realtà, all’atto pratico si riassumono in un concetto molto semplice: far sentire la persona (in questo caso il paziente anziano ma è un concetto valido a tutte le età) al centro del nostro impegno nel migliorarle la qualità della sua vita. Si tratta di un modo di interpretare l’importanza del prossimo che se vogliamo si avvicina molto anche al concetto filosofico – religioso di “carità cristiana”. In questo caso il “prendersi cura” del prossimo con dedizione, amore e professionalità è un concetto universale che ben si sposa con il postulato della religione cattolica. Nell’eterna lotta tra il bene ed il male, tra luci e tenebre noi dobbiamo essere fautori del bene, testimoni di luce. In questa ottica realizzare progetti per il bene del prossimo presuppongono amore e passione. Se mancano queste tensioni emotive il rischio concreto è quello di costruire scatole vuote, ovvero progetti belli da vedere ma che non producono risultati soddisfacenti in quanto non vengono costruiti con amore. Solo ed unicamente con l’amore e la passione ed in questa maniera si può tracciare un solco su un terreno fertile nel quale si otterrà molto frutto

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