La promozione delle emozioni nel paziente anziano

Le emozioni nascono con l’essere umano e lo accompagnano fino agli ultimi istanti della sua vita. Il mondo delle sensazioni, delle percezioni avvia lo sviluppo di quello emozionale (Arnold, 1960): l’uno è imprescindibile dall’altro o forse appartengono entrambi allo stesso sistema di risposta, adattamento e conoscenza di sé e dell’ambiente. Secondo la legge psicofisica di Weber e Fechner, ad una intensità dello stimolo corrisponde la comparsa di una sensazione, presupposto della dinamica esperienziale. «Nell’istante in cui si avverte un dolore, si fa anche una immediata esperienza soggettiva, si apprende la sensorialità (Cesa-Bianchi, 1964, 1965; Cesa-Bianchi et al., 2002). Le capacità percettive ed emotive regolano la vita, l’adattamento, il comportamento nelle primissime fasi dell’esistenza e in quelle successive; i sentimenti, gli affetti orientano, caratterizzano le modalità interattive, comunicative in età infantile; si dice che “i bambini ragionano con gli affetti” (Imbasciati e Margiotta, 2004). Nel corso della vita le emozioni, gli affetti svolgono una funzione rilevante, essenziale». Le esperienze producono e indicano lo sviluppo simbolico (Imbasciati, 2001). La valutazione e la qualità del proprio sentire predispongono alla formazione del pensiero e delle sue espressioni creative. Viviamo emozioni, ogni giorno, più o meno consapevolmente, dalla nascita alla vecchiaia. Nelle più svariate condizioni si provano stati d’animo, sentimenti diversi. Si teme un pericolo, si attende con ansia una notizia, si è soddisfatti per un desiderio realizzato, si è contenti di un successo ottenuto, si è addolorati per la separazione da una persona cara, si rimane sorpresi da un evento inaspettato, si è dispiaciuti, rammaricati, arrabbiati per le ingiustizie subite, si ammira un dipinto, una scultura, un paesaggio, uno spettacolo della natura, si è trascinati o assorbiti dalla musica, si esulta per una vittoria, si è tristi o delusi per una sconfitta, si vivono esperienze positive e negative, si ride e si piange, si soffre e si ama. Siamo variamente sensibili in rapporto alle caratteristiche della personalità, dell’ambiente in cui si è inseriti, delle persone che si incontrano, delle situazioni che si affrontano. Sperimentiamo differenti stati d’animo, a volte in un breve lasso di tempo, oppure ne avvertiamo più d’uno contemporaneamente. Per tutte queste considerazioni è importante che l’educazione alle emozioni non venga mai meno anche per i pazienti anziani che sono ospiti di Rsa come la nostra. Lo stimolo ad esprimere le emozioni, ognuno secondo le proprie sensibilità, va sempre tenuto in alta considerazione. Le emozioni (anche se comportano tratti di dolore o tristezza)  vanno sempre promosse, incentivate e fatte emergere.

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