Le illusioni sensoriali dei pazienti affetti da demenza moderata e possibili interventi

Anche le illusioni sensoriali al pari delle allucinazioni e i disturbi del pensiero come le fissazioni possono essere sintomi di demenza, specialmente per quella a corpi di Lewy. Spesso le persone affette da demenza moderata hanno illusioni sensoriali, soprattutto visive come le allucinazioni, percepiscono oggetti e creature viventi che sembrano staccarsi da un tappeto o dalla tappezzeria per esempio. Tali fenomeni possono spaventarle o sconvolgerle, a volte possono anche destare la loro curiosità. Nel caso delle fissazioni, ad esempio, le persone affette da demenza sono convinte di essere perseguitate o accusano coloro che li circondano di averli derubati. Può essere una situazione molto difficile per gli accusati. «È utile sapere che, a causa dei loro disturbi mentali, le persone affette da demenza spesso non capiscono più le connessioni. Per questo cercano di inserire le esperienze in un loro contesto logico. Cercate dunque di non contraddirle e di non convincerle che è tutto frutto dell’immaginazione» (fonte alzheimer-schweiz.ch). Spesso inoltre le persone affette da demenza bevono troppo poco o seguono una dieta squilibrata o inadeguata e dunque possono attraversare momenti di confusione. Non è facile per chi non ha una adeguata preparazione distinguere tra stato di confusione e illusioni sensoriali. D’altronde questo genere di pratica non è cosa semplice da individuare neppure per gli operatori soci sanitari delle Rsa che hanno a che fare con casi molto frequenti.  Per questo motivo, è sempre importante un confronto con il medico e tutto il team sanitario. Una buona illuminazione e la correzione della vista aiutano a ridurre le illusioni visive. Il personale di cura può anche adottare alcuni accorgimenti nell’ambiente circostante, ad esempio evitando che ci siano grandi superfici di vetro riflettente. Occorre poi valutare con il medico se e in quale dosaggio utilizzare i medicamenti – antidementigeni, neurolettici atipici o antidepressivi. Gli effetti collaterali dei medicamenti possono comportare altre difficoltà, come la sonnolenza, che a sua volta aumenta il rischio di cadute. Come sempre è di rilevanza fondamentale affiancare all’utilizzo delle medicine anche la terapia non farmacologica. Innanzitutto la presenza rassicurante dell’operatrice/operatore sanitario che si pone come sostegno e non come potenziale antagonista risulta assolutamente fondamentale. Sempre mantenere un tono di voce basso e porsi in maniera dolce e tranquillizzante sono modalità imprescindibili per ottenere fiducia e collaborazione specialmente da questo genere di paziente. Ricordiamoci che la demenza non impedisce di riconoscere nel prossimo che si pone in maniera eccessivamente autoritaria un potenziale nemico e/o fonte di pericolo.

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