
La promozione del benessere psicologico della persona anziana permette di abbattere gli stereotipi, e consente di rimettere al centro la persona, il suo benessere e migliorare la qualità di vita. La psicologia dell’invecchiamento, infatti, promuove il benessere mentale, sostenendo l’autostima, l’equilibrio emotivo a fronte di inevitabili trasformazioni, fornendo spunti per vivere anche una rinnovata sessualità. Inoltre, stimola le funzioni cognitive e spinge alla socializzazione. Tale percorso di cura viene effettuato attraverso una psicoterapia effettuata da professionisti esperti nella psicologia dell’invecchiamento e delle fasi di cambiamento. Spesso erroneamente quando si fa riferimento alla salute mentale e al benessere psicologico della persona anziana, si tende a banalizzare o sminuire di molto l’importanza dei sintomi. Tale atteggiamento, conduce all’aumento di stereotipi, che diventano dei propri Miti sempre più difficili da sfatare. Tali credenze comportano una ridotta richiesta di aiuto, aumentano i fattori di rischio per l’insorgenza di patologie psichiche e un conseguente peggioramento della qualità della vita. Puntando la nostra attenzione sulla vecchiaia, essa viene tendenzialmente dipinta come una condizione di inesorabile declino fisico e cognitivo, di tristezza, isolamento e di asessualità. Tutti stereotipi che in diverse occasioni abbiamo avuto modo di evidenziare quanto siano assolutamente sbagliati e tendono a dipingere la terza e quarta età in maniera sbagliata. Insieme alla stimolazione cognitiva la terapia cognitiva comportamentale rappresenta una attività molto importante per il mantenimento delle capacità mentali residue dei pazienti anziani. La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC), sviluppata negli anni ’60 da A.T. Beck è oggi la terapia che vanta la maggiore conferma scientifica nel panorama nazionale e internazionale. È direttiva: il terapeuta istruisce il paziente e assume attivamente il ruolo di “consigliere esperto” ed orientata al presente: è volta a risolvere i problemi attuali, anche se generalmente l’origine di questi problemi è antica, a volte risalenti all’infanzia. La terapia è finalizzata a modificare i pensieri e le credenze distorte, le emozioni disfunzionali e i comportamenti sbagliati, producendo la riduzione e l’eliminazione del sintomo e apportando miglioramenti duraturi nel tempo. Oltre al colloquio, dialogo – saluto giornaliero, che utilizziamo anche noi nella nostra Rsa, spesso come strumenti si utilizzano alcuni materiali terapeutici, come test e questionari psicodiagnostici (Minimental State somministrato dal medico e la scheda Kane sulle abitudini dell’anziano somministrata dall’educatore), diari giornalieri per la registrazione, il monitoraggio delle attività del paziente con schede Pai. Il Piano assistenziale individualizzato è il documento di sintesi che raccoglie e descrive in ottica multidisciplinare le informazioni relative ai soggetti in condizioni di bisogno, ciò con l’intento di formulare e attuare un progetto di cura e assistenza