La pratica religiosa correlata ad un miglioramento del benessere psico-fisico dell’anziano

Anche nella nostra Rsa a cadenza quindicinale proponiamo con l’invito di un sacerdote, il servizio liturgico e la celebrazione della santa messa. La religione, nel nostro caso cristiana, che per la maggior parte degli anziani è una filosofia di vita consolidata negli anni, può considerarsi correlata ad un miglioramento della salute fisica e mentale, e le persone religiose possono proporre che l’intervento di Dio facilita questi benefici. Gli esperti non riescono a determinare se la partecipazione a comunità religiose contribuisca positivamente alla salute o se le persone sane psicologicamente o fisicamente siano attratte dai gruppi religiosi. Non sono chiare le ragioni, che siano le credenze stesse o altri fattori, per cui si ritiene che la religiosità sia utile, tuttavia è acclarato che chi frequenta con fede, gioia e partecipazione ad una funzione religiosa, che sia una messa piuttosto che un momento di preghiera, ne trae notevole giovamento dal punto di vista del miglioramento del tono dell’umore ed anche a livello fisico. D’altronde lo yoga, tecnica di rilassamento che deriva dalle religioni orientali ha ampiamente dimostrato quanto il benessere psicologico sia fortemente legato a quello fisico. Questo assunto assume una rilevanza maggiore se abbiamo a che fare con pazienti anziani spesso soggetti a sbalzi d’umore ed a crisi ansioso-depressive. La religione può essere causa dei seguenti vantaggi psicologici: un’attitudine positiva e piena di speranza in merito alla vita e alla malattia, che predice migliori esiti sulla salute e diminuisce il tasso di mortalità. «Una revisione sistematica e una meta-analisi del 2022 hanno documentato chiare associazioni tra pratiche religiose e spirituali e tassi più bassi di depressione e ansia tra gli anziani. Inoltre, le persone che erano molto religiose riferivano un migliore benessere psicologico, una maggiore soddisfazione per la vita e migliori relazioni sociali rispetto a coloro che non praticavano la religione o la spiritualità» (Fonte msd manuals.com). Si parla quindi di un senso della vita pieno e mirato a uno scopo, che influenza comportamenti salutari e relazioni sociali e familiari e di maggiore capacità di combattere contro la malattia e la disabilità. Molti anziani affermano che la religione sia il fattore che più li aiuta a fronteggiare problemi di salute e gli stress della vita. È provato poi che le persone che usano meccanismi di adattamento basati sulla religione sviluppano in modo meno frequente depressione e ansia, rispetto a quelli che non lo fanno.

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