
L’invecchiamento non è solo un processo attraverso il quale ci si modifica in funzione del tempo. «Riferito all’uomo indica il complesso delle modificazioni cui l’individuo va incontro, nelle sue strutture e nelle sue funzioni, in relazione al progredire dell’età» (Cesa Bianchi, 1987). L’invecchiamento come senescenza è il processo attraverso cui l’individuo diminuisce quantitativamente le proprie strutture e perde progressivamente le proprie funzioni. Ci sono tuttavia alcune contraddizioni legate alla condizione dell’invecchiamento. Facciamo riferimento, per esempio all’allungamento della vita media e allo stesso tempo all’invivibilità della vita allungata, all’incremento del tempo disponibile e alla non valorizzazione dello stesso, alle conquiste medico-farmacologiche e all’abbandono sociale, all’espansione dei servizi sociali, assistenziali e culturali e alla loro disfunzionalità e incapacità di dare risposte efficaci. L’invecchiamento biologico stesso non è un processo lineare, si distingue tra Invecchiamento primario: è il cosiddetto invecchiamento normale, che riguarda tutta la popolazione e comporta modificazioni biologiche, psicologiche e sociali, in una sostanziale stabilità della struttura della personalità. Abbiamo poi l’invecchiamento secondario che sarebbe l’invecchiamento patologico, dove al quadro dell’invecchiamento primario si aggiungono malattie croniche o meno: in questo stadio spesso è difficile capire ciò che appartiene alla malattia e ciò che appartiene alla vecchiaia. Queste modificazioni non sempre sono irreversibili e possono anche essere curate. C’è quindi infine l’invecchiamento terziario riferito al declino rapido e irreversibile che caratterizza l’avvicinarsi alla morte. Questo stadio può durare mesi o anni ed è conosciuto anche come terminal drop. L’invecchiamento è definito da fattori genetici che scandiscono il ritmo, le fasi, la durata del processo di senescenza. In tale contesto il fattore educativo-culturale influenza significativamente il processo di senescenza, sia pure in modo diverso a seconda della popolazione di appartenenza. Un buon livello educativo e un’adeguata situazione culturale sembrano agire positivamente sull’invecchiamento, mentre una situazione opposta è, spesso, chiamata in causa quale condizione favorente un rapido decadimento delle funzioni della persona. Il nostro agire come team socio sanitario educativo ed assistenziale su pazienti presenti in Rsa è mirato ad un sostanziale mantenimento e potenziamento delle capacità mentali residue attraverso un costante lavoro di stimolazione cognitiva e sensoriale utilizzando tanti strumenti ma in primis il dialogo, la comunicazione e l’approccio empatico.