
L’aumento dell’aspettativa di vita ha consentito a una parte degli individui di raggiungere un’età avanzata in buone condizioni di salute, ma ha determinato anche una crescita del numero di anziani affetti da malattie croniche e disabilità. Il 50% dei soggetti con età superiore ai 65 anni presenta diverse malattie croniche multiple, con conseguenti problemi di mobilità o difficoltà nello svolgimento delle attività della vita quotidiana in almeno il 40% dei casi; il 10% dei soggetti con età superiore ai 70 anni, inoltre, ha uno stato di salute instabile. Garantire la continuità assistenziale e una corretta e rispettosa transizione tra ospedale e territorio è un’esigenza ormai imprescindibile e in alcuni Paesi riveste una caratteristica di vera e propria emergenza sanitaria e sociale. Non sempre, infatti, all’espandersi delle fasce di popolazione più anziane e fragili è corrisposto un pronto adeguamento della risposta assistenziale, in particolare per la gestione della transizione tra situazioni difficili post acuzie specialmente nel passaggio tra ricoveri ospedalieri a lungodegenza ed il conseguente arrivo nelle Rsa . Le risposte sono state diversificate e variabili e in Italia la risposta ha avuto, nelle diverse realtà regionali, articolazioni diverse. Sarebbe ottimale che i responsabili di enti ospedalieri con reparti geriatrici a lungodegenza in futuro si raccordassero con istituzioni quali Rsa come la nostra. Uno scambio di informazioni e una “migliore disposizione” nelle collaborazioni tra realtà che devono avere come unico obiettivo il benessere del paziente, in questo caso fragile per la sua condizione di vecchiaia, deve essere la partita che va giocata in un futuro in cui le comunicazioni di trattamenti farmacologici e non farmacologici diventa sempre più in tempo reale per merito dei processi informatici e di digitalizzazione. La multimorbilità o presenza di più patologie nello stesso soggetto aumenta nettamente con l’aumentare dell’età. L’età avanzata è caratterizzata dalla comparsa della fragilità, la cui prevalenza aumenta con l’età, in particolare dopo i 75 anni. Allo stesso tempo, con uno stile di vita diverso rispetto a 30-40 anni fa e con il progresso in campo medico è aumentata anche l’aspettativa di vita. I grandi vecchi, gli over 85 sono in netto aumento e la nostra sfida è quella di migliorargli sempre più la loro qualità di vita.