
Se il benessere fisico degli anziani è una nostra responsabilità, lo è altrettanto anche la loro salute mentale. Non sono pochi i disturbi psicologici rilevati negli anziani, soprattutto quelli che nascono in concomitanza con disabilità fisiche o episodi particolarmente forti e significativi della vita (un lutto, una malattia debilitante, la perdita anche parziale dell’autonomia Coltivare i rapporti sociali è un bisogno fondamentale per l’uomo. Anche chi accetta più volentieri di altri l’idea della solitudine ha quella parte, dentro di sé, in cui mantiene vivo il desiderio di entrare in sintonia con i propri simili e di stringere delle relazioni. Abbiamo detto che le relazioni umane fanno bene a qualsiasi età, ma in particolare sono più che fondamentali dai 65 anni in poi, quando i ritmi quotidiani cambiano notevolmente e l’impegno sociale, così come il ruolo familiare, inizia ad alleggerirsi. Le relazioni migliorano la vita degli anziani perché mantengono vivo il ruolo sociale della persona, evitano l’isolamento e la sensazione di solitudine, sono un buon alleato contro tristezza e depressione, aiutano a mantenere un buon livello psicofisico. Possono essere davvero infinite le cause che portano un anziano all’isolamento sociale. Si tratta di una condizione che si insinua piano piano nella vita delle persone, in particolare durante la terza età, dal momento della pensione alla conclusione di altre occasioni d’incontro con i coetanei. Per tutta questa serie di motivi, le operatrici /operatori socio sanitari e l’equipe socio sanitaria come la nostra che opera con grande impegno all’interno della Rsa è chiamata a sostituire la “rete sociale ed affettiva” che i nostri pazienti anziani hanno perso per strada diventando per loro oltre che professionisti chiamati a compiere al meglio delle nostre possibilità il compito di accudimento e cura, anche e soprattutto la loro sociale ed affettiva quotidiana. Gli anziani sono persone fragili e per questo motivo hanno bisogno più che mai di punti di riferimento. Questo aspetto diventa assolutamente fondamentale poi per i pazienti che non hanno più parenti prossimi oppure, per varie motivazioni, visitano poco i propri congiunti. In tali situazioni l’intervento di vicinanza che può estrinsecarsi anche ritagliandosi un momento per stare con chi è a forte rischio di isolamento sociale. Mai come oggi il ruolo delle professioni assistenziali conferma la sua importanza, al di là del contesto lavorativo, soprattutto dal punto di vista umano.