La vecchiaia come l’adolescenza richiede la strutturazione di una nuova identità personale

La vecchiaia rappresenta un periodo che coincide con il progressivo deterioramento corporeo e cognitivo, ma la sua definizione è influenzata dal contesto socio-culturale nel quale vive ognuno di noi. Diversi studi hanno confermato come la vecchiaia, al pari dell’adolescenza, richieda la strutturazione di una nuova identità personale ma anche sociale. Accettare questi cambiamenti rappresenta un compito evolutivo importante e necessario per il benessere psicofisico della persona anziana. Il compito invece che hanno gli psicologi, gli educatori ed in generale il personale sanitario che opera all’interno di una RSA  è quello di aiutare i pazienti attraverso un percorso in cui aiutano i pazienti a raggiungere (compatibilmente, ovvio, con il grado di deterioramento cognitivo) una crescente consapevolezza di sé per prendere coscienza di ciò che non può fare, ma soprattutto il tanto che possono dare in termini anche solo di esperienza. «L’Organizzazione Mondiale della Sanità infatti, ha sottolineato che la fase senile non si identifica soltanto in base all’età anagrafica, ma anche in funzione dei nuovi ruoli sociali come il diventare nonni o il passaggio dall’esser lavoratore all’essere pensionato.  La terza età corrisponde all’ultimo periodo del ciclo di vita. È caratterizzata dalla rottura dell’equilibrio della fase precedente e dalla necessità di affrontare il  cambiamento in maniera efficace per ritrovare una stabilità» (Fonte Valentina Maisano. Psicoterapeuta) La terza età porta con sé segnali identificativi specifici che seguono un loro corso, variano da individuo ad individuo, secondo un tempo e un ordine non specifici. I cambiamenti sono sia fisici sia mentali e riguardano una progressiva lentezza psicomotoria; una progressiva incurvatura della postura, il possibile sviluppo di malattie organiche legate all’apparato osteo-articolare; malattie croniche quali ipertensione, tremolii, ipovisus, sordità, perdita di mobilità e della propria autonomia. Il corpo cambia e con esso anche la percezione che la singola persona ha di sé stessa. Oltre a questi segnali, occorre focalizzarsi anche sui segni psicologici che questa fase porta con sé. La transizione alla terza età implica l’emergere di una notevole mole di stress che, se non adeguatamente gestito, può evolversi principalmente in disturbi dell’umore e dell’ansia. Lo stress deriva dalla consapevolezza di dover affrontare la realtà avendo sempre meno autonomia e maggiore necessità di affidarsi all’altro. Le strutture per anziani come le Residenze socio-assistenziali (RSA) hanno un ruolo fondamentale.

 

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