
La depressione è una delle patologie di maggiore diffusione nel terzo millennio ed ha più probabilità di portare a deficit cognitivi negli anziani, rispetto ai giovani. «La depressione a esordio tardivo sembra collegata soprattutto alla vasculopatia aterosclerotica. Ictus e vasculopatie sembrano la causa di depressione ad origine tardiva. Le minori abilità fisiche sono un altro fattore causale della depressione» (Fonte appunti di psicologia clinica). Man mano che si invecchia, aumentano le probabilità di esperire eventi che possono scatenare la depressione, come la morte del coniuge, l’isolamento e il ritiro sociale. I tassi delle condotte suicidarie sono elevati. Le case di riposo o le RSA come la nostra debbono costantemente avviare progetti volti ad incoraggiare i residenti a mantenere le capacità che ancora possiedono, e ciò porta a un deterioramento fisico e mentale. L’anziano spesso ha una concezione distorta delle RSA, complici anche alcune notizie di cronaca che pongono l’accento su situazioni limite a livello di mancate cure. Le realtà attuali tuttavia sono molto differenti ed è importante che si affronti l’argomento con il supporto di personale qualificato. Un ruolo importante lo giocano naturalmente anche i familiari. È compito del familiare chiarire infatti a priori che il ricovero non significa sbarazzarsi del congiunto, ma rappresenta un valido supporto per offrirgli tutta l’assistenza e le cure necessarie, che diversamente non avrebbe. Quindi utilizzare l’inganno con la frase del tipo “fai un certo periodo qui poi ti vengo a riprendere”, specialmente nel caso che i pazienti siano ancora lucidi, non va fatto, perché crea prostrazione nell’anziano ed è la via preferenziale per incappare nel rischio di depressione. Collegati alla depressione ci sono poi i disturbi d’ansia nell’anziano. Il GAD è il disturbo d’ansia più comune. Sono spesso associati alle condizioni che caratterizzano l’invecchiare. I grandi vecchi (gli ultranovantenni) rispondono agli stessi trattamenti psicologici che si rivelano utili negli adulti giovani. Ci sono poi disturbi deliranti (paranoidi) Possono essere innescati da perdite di sensibilità sensoriale, demenza o isolamento sociale. Le persone anziane tendono a trarre notevole beneficio dalle psicoterapie, che però sono più difficili per i terapeuti, in quanto i temi trattati sono molto particolari, e portano gli specialisti ad una maturità, che va oltre l’età anagrafica. La maggioranza delle persone anziane conduce vita autonoma, inserita nella sua comunità.