
Il movimento è alla base della vita. La vita umana, infatti non può essere concepibile in senso statico; dal battere delle palpebre alla massima velocità in corsa, nel sonno o nella piena attività, l’uomo è in movimento. Questa frase di Kaplan deve essere uno dei pensieri guida di chiunque si occupi di anziani, a livello professionale e non. Purtroppo spesso si reputa più comodo, in modo più o meno palese, che l’anziano sia poco mobile, se non addirittura immobile. Alle spalle di questo atteggiamento è il pensiero che, comunque, le capacità fisiche e motorie dell’anziano sono inevitabilmente destinate a decadere velocemente, fino all’immobilità assoluta, e che quindi una immobilizzazione forzata non possa peggiorare di molto il processo involutivo. Ma un anziano che non si muove è una persona che presto si ammalerà, se malata non è ancora; è una persona che presto vedrà la sua autosufficienza decadere; è una persona che presto diventerà depressa e le cui capacità cognitive crolleranno. Diversi studi hanno dimostrato che il recupero della forza e di una adeguata funzionalità metabolica e strutturale dell’apparato muscolare conseguente all’allenamento rende quindi possibile affermare che le perdite correlate all’età sono principalmente dovute alla diminuzione dell’attività fisica che generalmente si accompagna alla senilità: sono gli anni di ridotta attività o di inattività a produrre il decondizionamento fisico. Il decondizionamento peggiora infatti situazioni patologiche, che in precedenza possono anche essere lievi «È da ritenersi quindi ormai dimostrato che l’esercizio fisico produce degli effetti fisiologici in grado di determinare la prevenzione o la regressione del processo di compromissione funzionale degli anziani, migliorando lo stato funzionale generale specialmente negli anziani fragili. L’azione dell’esercizio fisico sullo stato funzionale generale e quindi sullo stato di salute si traduce in una migliore omeostasi ed in una maggiore resistenza ai fattori di rischio ed agli agenti patogeni, accompagnandosi ad una diminuzione del rischio di malattia coronarica, ipertensione, cancro del colon, osteoporosi, ad una diminuzione della mortalità e ad un aumento della longevità» (Fonte fondazione istituto Ferraris) Anche noi nella nostra RSA ci impegniamo quotidianamente a promuovere semplici esercizi fisici con la psicomotricità, il sollievo applicato dalle Operatrici/Operatori sanitari facendo deambulare tutti i pazienti in carrozzina in grado di effettuare anche piccoli passi, rappresentano un vero e proprio toccasana.