I disturbi mentali negli anziani e le cure non farmacologiche

I disturbi mentali hanno un’incidenza sempre maggiore nella società moderna ad ogni età, ma tendono ad acuirsi con il passare degli anni.  e rappresentano una sfida sempre più grande che il sistema nazionale di sanità pubblica è chiamato ad affrontare. Nonostante ciò ad oggi, ancora diversi di loro non ricevono le necessarie attenzioni che meritano nell’opinione pubblica, nel mondo del lavoro e all’interno della famiglia e, nel nostro caso anche nell’ambito di una struttura residenziali per anziani. In tale contesto il paziente deve sentirsi ancora protagonista del suo tempo considerato una risorsa e non un peso.  Non è raro che il malato venga accusato per il proprio disturbo o persino considerato pigro o di ingigantire le proprie condizioni. Ciò accade perché la malattia mentale viene spesso percepita come meno reale ed è, nella maggior parte dei casi, molto meno riconosciuta rispetto ad una malattia fisica. Questo genere di disturbi si caratterizzano ad esempio con la difficoltà a svolgere attività quotidiane anche semplici nelle relazioni interpersonali e familiari. I disturbi mentali si caratterizzano con la sofferenza emotiva che costituisce parte integrante del disturbo. Un esempio è l’ansia ed il panico. Ad esempio può accadere che un individuo affetto da ansia sociale possa limitare, e spesso anche evitare del tutto, le occasioni di incontro e relazione con gli altri. Molti disturbi mentali sono dovuti anche da fattori ereditari per cui tendono a sorgere in soggetti già predisposti. A questo si aggiunge l’interazione con fattori ambientali. «La maggior parte delle sintomatologie legate alla salute mentale fa la sua comparsa nell’adolescenza o, comunque, intorno ai vent’anni. In altri casi, influisce la componente genetica»  (Fonte apc.it) Tra i vari disturbi mentali che si consolidano nell’età adulta abbiamo. Il disturbo ossessivo compulsivo (Doc): le ossessioni sono pensieri che disturbano la mente. Le mani piene di germi sono una tra le manie del disturbo ossessivo compulsivo. Ci sono i disturbi dell’alimentazione: caratterizzati da atteggiamenti alimentari sbagliati. Tra questi si annoverano: anoressia e bulimia ma anche l’alimentazione incontrollata. C’è poi la depressione (disturbo depressivo maggiore): ne soffrono circa 15 persone su 100, senza distinzioni di età o sesso. La distimia o disturbo distimico è un disturbo dell’umore. Possiamo definire la distimia una depressione cronica più lieve nei sintomi rispetto alla depressione maggiore ma prolungata nel tempo. Ed ancora il disturbo di panico e agorafobia: consiste in uno stato di intensa paura che raggiunge il suo picco nel giro di dieci minuti, caratterizzato dalla comparsa, spesso inaspettata, di sintomi fisici molto spiacevoli dovuti all’attivazione di pensieri catastrofici (paura di morire, di impazzire, svenire). I disturbi di personalità infine costituiscono delle modalità , relativamente inflessibili, di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalità riducono pesantemente le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per sé e per gli altri. La maggior parte dei disturbi mentali una volta manifestati nella loro pienezza vanno curati spesso con terapie farmacologiche, tuttavia forme di ansia lieve possono essere curate anche con terapie non farmacologiche. Una chiave di volta che spesso risulta fondamentale in realtà come la nostra Rsa è creare benessere intorno al paziente in modo tale che, sentendosi come in famiglia diminuisca la percezione di ansia e disorientamento.

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