
Tutti noi almeno una volta nella vita, abbiamo riconosciuto i benefici innescati dalla compagnia di un animale nei confronti di una persona, di un bambino o di un anziano. Nel corso degli anni, questa capacità benefica è stata riconosciuta da numerosi studi di ricerca, tanto da portare anche il Ministero della Salute a esprimersi favorevolmente verso l’argomento e a regolamentare le attività di Pet Therapy. «La pet therapy può essere descritta come una serie di attività nate con l’intento di recuperare e di migliorare la qualità della vita umana attraverso le potenzialità curative del legame uomo-animale. Queste attività possono rivolgersi a un pubblico di utenti molto ampio: bambini, anziani, ragazzi, adulti, persone con disabilità fisiche o emozionali e non solo». (Fonte cortivo.it). In Italia, con il termine pet therapy si intendono attività di tipo diverso: • attività assistite da animali mirano a rendere migliore lo stato generale di persone ospedalizzate, in condizioni di disagio, con disabilità o difficoltà di tipo relazionale; • terapie assistite da animali vengono impiegate invece sia per trattare patologie specifiche sia per portare benefici fisici, cognitivi, comportamentali, psico-sociali ed educativi in affiancamento a terapie riabilitative tradizionali; • educazione assistita da animali favorisce l’apprendimento cognitivo e viene quindi proposta a bambini e adolescenti per stimolare la loro memoria, favorire il controllo dell’aggressività, incoraggiare lo spirito di squadra. Non sono poche le strutture assistenziali e ospedaliere che accolgono animali e che propongono attività assistite dai nostri amici a quattro zampe per incoraggiare cambiamenti positivi psico-fisici negli over 65. «I benefici del rapporto uomo-animale non sono stati riscontrati solo in casi gravi, di problematiche emozionali o di disabilità invalidanti, ma anche in casi molto più semplici. Per spiegare i benefici della Pet Therapy a supporto degli anziani, partiamo analizzando la situazione tipo di un anziano istituzionalizzato in una RSA. Molto probabilmente, in un anziano di questo tipo possiamo riscontrare disturbi vari, difficoltà relazionali ed emozionali, problematiche fisiche, difficoltà di dialogo, apatia e disinteresse. Disturbi che possono essere alleviati anche dalla classica animazione tradizionale» (Fonte cortivo.it) . Tuttavia, a volte i programmi di animazione non riescono a raggiungere i disagi più profondi ed è proprio in questo momento che entra in gioco la Pet Therapy. Portando stimoli diversi e novità alla monotonia del quotidiano, le attività assistite con gli animali portano a galla emozioni e sensazioni sopite da anni dentro gli anziani. In questo senso la presenza del nostro Codino, micio blu di Russia meticcio che da circa tre mesi è entrato a far parte integrante della nostra Rsa e spesso è la panacea di diversi malesseri su base ansioso depressiva dei pazienti. Una ospite in particolare molto ipocondriaca che basa la scansione temporale della sua giornata sul ricevere gocce calmanti (spesso placebo) si trasforma alla vista del gatto cambiando l’espressione facciale cupa e sofferente in sorridente ed aperta.