L’impegno futuro per i pazienti anziani attraverso il PAI (Piano assistenziale individualizzato)

Nei giorni scorsi è stato presentato il quinto Rapporto Long Term Care (Cure a lungo temine) predisposto dall’Osservatorio dell’Università Bocconi di Milano, che fornisce una visione a tutto campo dell’assistenza agli anziani in Italia, riguardo alle problematiche normative, alle strutture assistenziali, al personale e degli operatori addetti alle cure, con particolare riguardo alle RSA. Il Rapporto mette in evidenza impietosamente la necessità di dare risposte tempestive ed esaurienti alla questione della non autosufficienza. Gli ultimi dati disponibili, quelli del 2020, mostrano che nel nostro Paese i non autosufficienti over 65 anni sono circa 3.936.000, pari al 28,4% del totale degli ultrasessantacinquenni, un numero in costante crescita per via del progressivo invecchiamento della popolazione. Il 6,3 % ha trovato ospitalità nelle RSA. i pazienti sono sempre più anziani e gravi e c’è grande richiesta di personale sanitario. La crisi di personale è significativa. Nel 2022 mancavano il 21,7% degli infermieri, il 13% dei medici e il 10,8% degli operatori sociosanitari. Il settore, peraltro, in quelle strutture che hanno mantenuto una vecchia impostazione del lavoro che non coinvolge Oss e Asa nella progettualità di intervento sull’anziano ha perso nel tempo attrattività, tanto che il 62% del personale infermieristico ha lasciato le RSA per il comparto sanitario ospedaliero, con ripercussioni importanti in termini di qualità dell’assistenza. Per tutti i motivi sopra evidenziati da tempo la nostra Rsa ha avviato una metodologia lavorativa improntata sulla valorizzazione della totalità dei propri interpreti che vengono a far parte di un vero e proprio team assistenziale. Superato il vecchio concetto che alcune tematiche riguardanti il benessere psico fisico dei pazienti sia solo appannaggio del medico, o di qualche infermiere professionale illuminato, la promozione del PAI, Piano assistenziale individualizzato, caldeggiato da tutti le agenzie sanitarie provinciali e regionali, impegna tutto il personale a considerare l’unicità del paziente come un progetto sul quale lavorare considerando tutte le sue sfaccettature. «Il PAI o Piano Assistenziale Individualizzato, è il documento di sintesi che raccoglie e descrive in ottica multidisciplinare le informazioni relative ai soggetti in condizioni di bisogno con l’intento di formulare ed attuare un progetto di cura e assistenza che possa favorire la migliore condizione di salute e benessere raggiungibile per il paziente» (Fonte nurse24.it). All’interno del PAI trovano spazio elementi di valutazione clinica, assistenziale, sociale, psicologica e linguistico-comunicativa, tutti integrati e condivisi con il nucleo familiare e/o con i caregivers del paziente.  Il PAI si sviluppa in quattro fasi: Osservazione, Pianificazione, Erogazione dell’intervento, Verifica dei risultati. Gli obiettivi presenti nel PAI sono soggetti a verifica ed adeguamento periodico e per questo motivo è di fondamentale importanza la scelta di indicatori misurabili e quantificabili che possano garantire un costante monitoraggio degli interventi che sono stati attuati.

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