Gli anziani sono da considerare degni della massima attenzione. L’appello di Papa Francesco: «No ad una eutanasia progressiva»

Come noto, oggi è considerato anziano chi ha compiuto il 65esimo anno di età. Come riportato da un recente studio «a causa dell’allungamento medio dell’aspettativa di vita  (in Italia 85 anni per le donne e 82 per gli uomini) è stata poi creata una nuova categoria di anzianità, dividendo le persone con più di 65 anni tra chi appartiene alla terza età (condizionata da buone condizioni di salute, inserimento sociale e disponibilità di risorse) e alla quarta età (caratterizzata da dipendenza da altri e decadimento fisico)». (Fonte auxologico.it) Inoltre dobbiamo evidenziare che quella di anziano oggi non è solo una categoria appannaggio del settore sanitario, ma da studiare dal punto di vista sociologico – demografico, e quindi non è chiaro come chi studia la biologia dell’invecchiamento (gerontologo) o problemi di salute delle persone anziane (geriatra) possa stabilire scientificamente una precisa età in cui si diventa anziani. La proposta, che arriva dal congresso nazionale della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, è quella di aggiornare il concetto di anzianità portando 75 anni l’età ideale per definire una persona come anziana.  A proposito di cure Papa Francesco ha scosso in questi giorni le coscienze di tutti con un invito a non considerare gli anziani come pazienti di serie B o comunque, in quanto tali, meno meritevoli di persone più giovani di ricevere cure e/o attenzioni. L’invecchiamento della popolazione interessa soprattutto i Paesi più sviluppati.  «Tante volte, penso agli altri Paesi, la situazione dell’Italia non la conosco bene – ha detto il Pontefice durante una recente catechesi  – ma gli anziani che dovrebbero assumere  4 o 5 medicine, e soltanto riescono a prendere due vivono a mio avviso una eutanasia progressiva, perché non gli si dà quello che può portargli la cura». Tutta la sanità ha il dovere di difendere il diritto alla cura soprattutto delle fasce più deboli della società, privilegiando i luoghi dove le persone sono più sofferenti, anche se questo può richiedere la riconversione di servizi esistenti verso nuove realtà». La strada  maestra da seguire dice il Papa è quella della massima attenzione, professionalità e scrupolosità. «Non possiamo parlare alla famiglia senza parlare dell’importanza che hanno gli anziani tra noi Ogni persona malata –afferma Papa Francesco -è  per definizione fragile . povera, bisognosa di aiuto, Però ed  è evidente che oggi ci sono opportunità diverse di accesso alle cure per coloro che hanno disponibilità economiche rispetto alle persone più indigenti» Fonte agensir.it-  ”. Parlando in prima persona ribadisce che “non siamo mai stati tanto numerosi nella storia dell’umanità, ma non sappiamo bene come vivere questa nuova tappa della vita: per la vecchiaia ci sono molti progetti di assistenza, ma pochi progetti di esistenza».

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