I pazienti affetti da demenza, l’importanza della comunicazione e della movimentazione

Torniamo a parlare del trattamento di pazienti affetti da demenza due sono gli aspetti molto importanti legati alla comunicazione ed alla promozione dell’attività fisica. «Nella comunicazione con l’anziano con demenza, è fondamentale essere pazienti, gentili e “accoglienti”, ricordando che le sue eventuali reazioni negative dipendono dalla malattia e non da una reale ostilità o scarsa considerazione per chi ha di fronte. Per interagire produttivamente e farsi capire si deve parlare lentamente, con calma, con un tono di voce chiaro e pacato; non si devono pretendere risposte rapide e precise e non ci si deve innervosire se la persona sembra non ascoltare o pensare ad altro» (fonte harmoniamentis.it). È di grande rilevanza,  usare parole semplici e frasi brevi e dirette, evitando un linguaggio forbito, modi di dire, metafore che l’anziano faticherebbe a seguire. Mentre si parla, inoltre, bisogna guardarlo negli occhi, accompagnando il discorso con una gestualità che aiuti la comprensione. I concetti espressi devono essere il più possibile affermativi, evitando frasi con negazioni o doppie negazioni che tendono a generare confusione. Dopo avergli posto una domanda, gli si deve lasciare il tempo di rispondere, senza subentrare con un secondo quesito o proseguire il discorso per riempire il silenzio. l’anziano affetto da demenza soffre di ogni cambiamento di luogo e abitudini. Per evitare inutili stress e traumi, quindi, si dovrebbe cercare di lasciarlo il più possibile in un ambiente che gli sia familiare. Da promuovere e assecondare poi, come abbiamo già detto, invece, l’attività fisica, che il paziente svolgerà con modalità e ritmi compatibili con le proprie condizioni cliniche generali, ma in modo costante e quotidiano. «Non serve chiedergli di compiere grandi sforzi: semplici passeggiate all’aria aperta, una al mattino e una al pomeriggio, sono perfette per tutelare il tono muscolare, migliorare la mobilità articolare e l’equilibrio, aumentare l’appetito e contrastare la stitichezza, nonché per scaricare la tensione e l’aggressività che spesso caratterizzano questi malati e migliorare l’orientamento nell’area circostante la casa».(fonte harmoniamentis.it).  Il movimento dell’anziano è prezioso, a livello di sollievo, come fanno le/i nostre/i Oss in Rsa, perché facilita il riposo notturno ed evita a chi gli dorme accanto continui risvegli o intere notti insonni. In questo modo, si promuove anche la sua permanenza più prolungata al domicilio perché, spesso, sono proprio i disturbi del sonno tipici della malattia di Alzheimer. Anche avvalendosi delle migliori terapie disponibili, assicurare un supporto ottimale al malato non è mai facile, perché il progressivo declino cognitivo, con il tempo, determina una condizione di seria invalidità, nella maggior parte dei casi complicata da disturbi comportamentali.

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