
Nel nostro percorso verso una consapevolezza sempre più marcata dell’importanza del lavoro con le persone anziane va evidenziato un enunciato che rappresenta un po’ quello che dovrebbe essere un punto di riferimento del nostro progetto di intervento e cioè che «l’invecchiamento non è una malattia, ma una condizione fisiologica, una fase della vita». «Partendo da tale premessa è importante ricordare che grazie a uno stile di vita sano – che include anche un’alimentazione corretta – è possibile invecchiare bene e prevenire molte malattie tipiche degli anni che passano. Le regole base di una sana alimentazione per una persona che ha superato i 65 anni ed è in buona salute non differiscono da quelle di un adulto: tanta frutta e verdura fresche, cereali soprattutto integrali, proteine soprattutto di origine vegetale (ottimi i legumi), pochi grassi e zuccheri semplici e tanta acqua. Con il passare del tempo, però, l’organismo si modifica inviandoci segnali che è importante riconoscere per poter prendere i giusti provvedimenti e allontanare nel tempo i problemi legati a un corpo che invecchia» (Fonte Airc, Associazione italiana ricerca sul cancro). Ci sono quindi degli accorgimenti che consentono di affrontare al meglio i cambiamenti fisiologici che possono influenzare l’alimentazione quando gli anni aumentano. Raggiungere l’obiettivo di una corretta alimentazione nell’anziano non è affatto semplice anche a causa delle patologie che possono essere presenti come per esempio problemi cardiaci, ipertensione, malattie neurologiche (Alzheimer, Parkinson eccetera). Tutte queste condizioni costringono spesso le persone anziane ad assumere farmaci che possono influenzare l’assimilazione delle sostanze nutritive e l’appetito. Nell’anziano lo stimolo della sete si riduce progressivamente e questo rischia di portare a disidratazione anche grave. L’acqua è importante inoltre per aumentare l’assunzione di sali minerali essenziali per l’organismo che invecchia, come per esempio il calcio. Ridurre il numero di calorie assunte ogni giorno con il cibo è un passo necessario per evitare il sovrappeso, dal momento che negli anziani diminuiscono il metabolismo basale e la massa muscolare e quindi si consuma meno energia. «Mangiare cibi ricchi di fibre è molto importante. Consumare frutta, verdura, legumi e cereali integrali tiene lontani problemi digestivi e stitichezza, dando una mano all’intestino che con gli anni lavora con più fatica e diventa sempre più “pigro”. Inoltre aiutano a mantenere una buona flora batterica e aiutano nella prevenzione del cancro del colon» (Fonte Airc, Associazione italiana ricerca sul cancro). Con il passare del tempo gli anziani perdono il senso del gusto ed è per questo che amano mangiare prevalentemente dolciumi perché prevale il sapore dolce. Per questo motivo i dietologi ed i nutrizionisti consigliano nella preparazione dei cibi di utilizzare tante spezie e ingredienti dal sapore deciso come il succo di limone, alternare bocconi di temperature e consistenze diverse e masticare lentamente permettono di limitare almeno in parte il problema della diminuzione del gusto e dell’olfatto piuttosto frequenti negli anziani. Cuocere le verdure al vapore per renderle più morbide e assumere cibi e bevande in piccoli bocconi o piccoli sorsi aiuta a superare quella che i medici chiamano disfagia, ovvero la difficoltà a deglutire che può essere di origine fisiologica (per esempio perché i muscoli coinvolti nel processo non funzionano più al meglio) o anche patologica (da traumi o altre malattie).