
Una delle problematiche più diffuse tra gli anziani dopo i 70 anni è quella legata al disturbo del sonno. Il disturbo del sonno è una profonda alterazione della qualità del sonno caratterizzata da cambiamenti nella sua durata, continuità, intensità e stabilità: questo mix determina quella sensazione di malessere al risveglio, di aver dormito male anche se c’è stato un lungo tempo di riposo a letto. «L’insonnia porta con sé un aumento dell’appetito, anche di cibi incongrui, ergo un aumento di peso e in ultimo l’obesità. All’aumento di peso si possono accompagnare diabete e ipertensione e come conseguenza di queste condizioni, un aumento di aritmie cardiache e cardiopatie ipertensive» (Fonte agingproject.uniupo.it). Durante l’invecchiamento negli over 70 esistono già delle alterazioni strutturali della fase del sonno. Tra queste l’aumento del momento dell’inizio del sonno: se da quando una persona si mette a letto per addormentarti, l’attesa per prender sonno è di oltre mezz’ora, si innesca un atteggiamento di tensione, di rabbia, di impotenza, che peggiora le cose aumentando ulteriormente questo ritardo. «Quindi possiamo dire che si parte già piuttosto male nella primissima parte della notte. Poi abbiamo una frammentazione della continuità del sonno con i cosiddetti risvegli infra-sonno. Questi risvegli generalmente sono a loro volta seguiti da una cattiva gestione: “Sto a letto a tutti i costi nel tentativo di riprendere sonno, questo non arriva, l’ansia sale e il sonno si allontana”» (agingproject.uniupo.it) . Ci sono poi alcune alterazioni strutturali alterazioni del sonno profondo, che diventa frammentato nelle persone anziane anche se dormienti. Tra le varie cause ci sono la depressione e l’ansia, ovvie condizioni che alterano la fluidità è la continuità del sonno. Poi c’è il dolore cronico, pensi negli over 70 la prevalenza di artrite reumatoide, malattie reumatiche, della semplice artrosi. «C’è poi l’uso di farmaci. Gli anziani over 70 hanno spesso diverse patologie e molte patologie significano molte terapie farmacologiche: spesso non si tiene conto fino in fondo degli effetti che ciascun farmaco per conto proprio, oppure in seguito all’interazione con altre terapie farmacologiche, può produrre sulla qualità del sonno. E poi le classiche patologie internistiche: le pneumopatie, le cardiopatie, il diabete, l’ipotiroidismo, la presenza di un’ernia iatale con reflusso gastroesofageo. Le apnee notturne consistono nel ripetersi di episodi di completa e/o parziale ostruzione delle vie aeree superiori durante il sonno, normalmente associati a una riduzione della saturazione di ossigeno nel sangue: nell’anziano possono essere ostruttive, in genere correlate a una condizione di obesità, o possono essere centrali, legate a problematiche cardiorespiratorie» (Fonte agingproject.uniupo.it). Quindi ci sono i disturbi nella fase REM, o REM Behavioral Disorders. Sono caratterizzati dalla comparsa di un sogno vivido in genere a livello di incubo.