Vademecum per la migliore assistenza dei pazienti affetti da demenza

Effettuando degli approfondimenti sul tema della demenza e di come approcciarsi correttamente a pazienti affetti da queste patologie invalidanti ci siamo imbattuti in un vademecum molto ben scritto da tre specialisti del settore : Giovanni Zuliani, Stefania Magon e Margherita Cavalieri . Nel loro elaborato che si intitola “Suggerimenti per l’assistenza al paziente affetto da demenza” ci  sono indicazioni molto utili e facilmente recepibili. Negli ultimi decenni la demenza è divenuta una patologia molto frequente a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Oggi nel nostro Paese vivono più di 900.000 soggetti affetti da demenza. Si tratta di una malattia particolare, che comporta un grande coinvolgimento emotivo nelle persone che operano a contatto con il malato. Capitolo Deliri In questo caso il malato è assolutamente convinto che stiano accadendo  delle cose che in realtà non sono vere (per esempio crede che qualcuno lo stia derubando o che qualcuno voglia fargli del male). Che cosa fare? • Non deridete né sgridate il malato, ma cercate piuttosto di assecondarlo nei limiti del possibile e di calmarlo • Individuate ed eventualmente eliminate possibili fonti ambientali di disturbo • Consultare il medico per verificare o per impostare un trattamento farmacologico efficace. Capitolo Allucinazioni. Il paziente vede (o più raramente sente) cose che in realtà non esistono (esempio animali, persone, voci). Tale disturbo può derivare da fenomeni di illusione (cioè il malato percepisce in modo errato immagini o suoni reali) oppure può comparire in corso di febbre o disidratazione ed essere pertanto la spia di una malattia acuta. Che cosa fare? • Non deridete né sgridate il malato • Individuate ed eventualmente eliminate possibili fonti ambientali di disturbo (es. luci, rumori) • Correggete eventuali difetti di vista e/o di udito. Se le allucinazioni non risultano particolarmente disturbanti si possono anche non trattare. In caso contrario si può ricorrere a farmaci specifici Capitolo Comunicazione. Con il progredire della malattia, la possibilità di comunicare con il malato si riduce progressivamente. Che cosa fare? • Accertarsi della integrità di vista e udito; eventualmente provvedere con occhiali adeguati o con apparecchi acustici. • Parlare chiaramente e lentamente, ponendosi di fronte al paziente e guardandolo negli occhi. Non parlare da lontano o da dietro; usare un tono di voce adeguato, ma senza urlare. • Mostrare affetto con il contatto fisico (toccare il paziente) può essere utile, sempre se questo viene gradito • Fare attenzione al linguaggio del corpo: il paziente infatti si può esprimere anche attraverso messaggi non verbali (il linguaggio corporeo può esprimere ansia, paura, dolore) • Essere consapevoli anche del proprio linguaggio corporeo per non creare dei fraintendimenti (es. si può dire una cosa con grande calma ma dimostrare comunque di essere irrequieti) • Cercare di individuare alcune parole “chiave” (cioè parole facili da ricordare che ne possono suggerire altre), oppure particolari suggerimenti o spiegazioni che possono essere efficaci per comunicare con il paziente.

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