
Una delle patologie più diffuse tra gli anziani è l’ictus ischemico. Va da sé che i disturbi che lo determinano progrediscono nel tempo. L’ictus ischemico si genera dalla chiusura di un vaso sanguigno. Il sangue, quindi, non arriva più e ne deriva un’ischemia cerebrale o infarto cerebrale. Per questo motivo, si genera una necrosi del tessuto. Le conseguenze di un ictus dipendono principalmente dall’area cerebrale danneggiata dalla necrosi. In tutti i casi si tratta di un’alterazione del flusso sanguigno e una riduzione dell’apporto di ossigeno a livello cerebrale. Uno dei fattori di rischio principali per l’ictus è l’età, proprio per questo motivo oggi vi parliamo delle conseguenze nell’anziano. «Oltre due terzi dei casi di ictus si verificano in persone di età superiore ai 65 anni. I sintomi dell’ictus dipendono dalla sede e dall’estensione dell’area del cervello colpita. La loro caratteristica è che insorgono all’improvviso. L’unica modalità per mettere bene a fuoco le conseguenze in un paziente è la valutazione cognitiva. Tramite questa è possibile creare una fotografia della condizione del paziente e individuare le abilità preservate e le aree cerebrali compromesse. Come avevamo già anticipato, a seconda dell’ictus le conseguenze possono essere a livello motorio, cognitivo o entrambe» (fonte restorativeneurotechnologies.com). A livello motorio spesso emergono difficoltà nella deambulazione, a causa di un deficit di coordinazione dei movimenti. Inoltre, può emergere un’emiparesi: una perdita parziale di percezione e movimento di una metà del corpo. Questo perché gli emisferi controllano i movimenti del lato opposto del corpo. Dal punto di vista cognitivo ci possono essere conseguenze a diversi livelli. Spesso emergono disturbi del linguaggio o afasie, principalmente quando viene danneggiato l’emisfero sinistro. I pazienti fanno fatica ad articolare o a comprendere frasi e parole. Possono emergere anche difficoltà nell’attenzione e nelle funzioni esecutive: tutte quelle funzioni che ci permettono di programmare un movimento o un’azione. Possono manifestarsi disturbi della memoria, come incapacità di apprendere nuove informazioni, di ricordare eventi passati o come si esegue un compito. Spesso per i pazienti è difficile tenere a mente due informazioni contemporaneamente.