
L’ansia è il sintomo principale dei disturbi nervosi negli anziani. Raggiunge spesso alti livelli di intensità e frequenza tali da determinare un profondo disagio e comportare un preciso disturbo psicopatologico. «È un sintomo comune nell’età anziana: in questa popolazione si hanno, infatti, con alta frequenza, fattori psicosociali capaci di indurre stati di preoccupazione come cattiva salute, problemi economici, isolamento sociale, riduzione delle capacità fisiche e cognitive, incertezza del futuro fino a idee di morte. Lo psicogeriatra deve essere in grado di interpretare uno stato d’ansia nel contesto psicosociale in cui si verifica, in modo da determinare se questa condizione possa essere considerata nella norma o oltre il limite della patologia» (Fonte federicobaranzini.it) . L’ansia che si presenta in età anziana ha delle caratteristiche specifiche: spesso è collegata a preoccupazioni tipiche della popolazione anziana. Il tutto può essere legato a condizione di malattia, la percezione del proprio deterioramento, l’isolamento sociale ed incertezza per quello che succederà in futuro. Si possono distinguere uno stato d’ansia fisiologica da una condizione d’ansia patologica. «L’ansia fisiologica o normale si riferisce a uno stato di apprensione e di “tensione psichica” che si verifica di fronte a un’esperienza con significato di segnale d’allarme, avvertita come pericolosa e minacciosa, e che determina una mobilizzazione e un potenziamento delle capacità operative personali allo scopo di utilizzare la migliore strategia di gestione possibile. Il termine ansia patologica o angoscia si riferisce, invece, a una condizione nella quale la reazione di attivazione conseguente a uno stimolo è quantitativamente esagerata, viene perduto il finalismo, diminuisce l’efficacia delle prestazioni, con conseguente incapacità ad affrontare la minaccia» (Fonte federicobaranzini.it) . Nell’anziano sono di più frequente riscontro le sindromi fobiche, la sindrome d’ansia generalizzata e la sindrome ossessivo-compulsiva. La sintomatologia può insorgere ex novo in tarda età, può essere già presente o può rappresentare il peggioramento di uno stato di disagio che non aveva ancora incontrato i criteri sufficienti per la diagnosi di sindrome d’ansia: i sintomi d’ansia insorti per la prima volta in età anziana di solito non sono facilmente individuabili, di conseguenza spesso non vengono subito riconosciuto o sono sottostimati, anche se costituiscono certamente fonte di disagio e disabilità per il malato. Nella sintomatologia dei disturbi d’ansia negli anziani entra in gioco, in modo dominante rispetto alle altri fasi della vita, il fattore psicologico e psicosomatico. Di conseguenza di fronte a un paziente anziano ci si deve sempre domandare se i suoi sintomi e segni d’ansia possano essere o meno attribuiti a eventi negativi della vita. Da questo punto di vista diventa sempre importantissimo indagare su eventi stressanti passati o presenti uno stato di malattia del soggetto, la morte o la malattia del coniuge o di un familiare o l’istituzionalizzazione del paziente sono spesso fattori responsabili in questi soggetti di quadri di tipo ansioso.