L’anoressia nella terza età. Come stimolare l’appetito anche con una terapia non farmacologica

Per anoressia si intende la perdita di appetito e/o una ridotta assunzione di cibo. Può capitare a tutte le età ma è molto frequente in anziani avanti con gli anni e colpisce rispettivamente oltre il 25% e il 30 % di uomini e donne anziani in particolare i residenti di case di cura e i pazienti ospedalizzati. Le cause di questa importante percentuale vanno collegare al degradarsi di specifiche aree cerebrali, tra cui l’ipotalamo, in risposta a stimoli periferici (nutrienti e ormoni circolanti). «Anche l’infiammazione, legata al processo di invecchiamento, contribuisce alla sua insorgenza e gioca un ruolo chiave nell’ anoressia associata a malattie croniche. Altre condizioni associate all’età possono inoltre contribuire a far comparire tale patologia come le alterazioni del gusto, dell’olfatto e della masticazione, le problematiche gastro-intestinali (esempio il reflusso gastroesofageo e la stipsi), la riduzione dell’attività fisica, la depressione e la solitudine. Inoltre la riduzione globale dell’assunzione di cibo si associa a modelli alimentari alterati, caratterizzati da un minore consumo di cibi ricchi di nutrienti (per esempio carne, uova e pesce)» (Fonte esperti Nutricia.it). La riduzione dell’assunzione di cibo legata alla anoressia porta ad una riduzione della capacità di fare esercizio e a un calo della massa muscolare e della forza, ed è quindi coinvolta nello sviluppo della fragilità e nella compromissione della qualità della vita. Rappresenta quindi una delle principali sfide per la medicina geriatrica e non dovrebbe essere considerato come un inevitabile “effetto collaterale” dell’invecchiamento. Gli anziani dovrebbero seguire le buone norme di sana alimentazione. È inevitabile che, quando si è avanti con gli anni, si spendono meno energie, la massa magra tende a diminuire e di conseguenza si riduce il fabbisogno di calorie. Gli esperti consigliano di seguire da vicino la problematica di diminuzione di. Come stimolare l’appetito nelle persone anziane? Ci sono una serie di consigli di medici nutrizionisti e psicologi che vanno presi assolutamente in considerazione. Per esempio: fare pasti leggeri e frequenti, almeno tre nell’arco della giornata e non saltare la prima colazione. Aumentare la quantità delle sostanze nutrienti piuttosto che le porzioni. Bere molto: gli anziani, in particolare, devono bere tanto, almeno dieci bicchieri d’acqua semplice al giorno, evitando il consumo di alcolici, superalcolici e di bevande gassate. Mangiare in compagnia: per le persone anziane la prospettiva di mangiare da soli è sufficiente a ridurre l’appetito. È importante (se possibile) che i pasti vengano consumati in compagnia di persone gradite. «Essere consci degli effetti collaterali dei farmaci: in alcuni casi, dopo l’assunzione di farmaci si possono avvertire sapori poco gradevoli. Lavare spesso i denti oppure fare risciacqui prima di ogni pasto può essere di aiuto» (Fonte: Pagine mediche.it)

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