Covid 19, cosa ci dobbiamo aspettare per l’imminente stagione autunnale ed invernale

Abbiamo debellato Il virus? Il Covid 19 c’è ancora ma sarà ancora aggressivo come all’inizio della pandemia oppure, seppur con le sue varianti potrà maggiormente essere tenuto sotto controllo? Dopo una estate, specialmente nella fase iniziale caratterizzata dalla presenza di una nuova ondata di Covid ora cosa dobbiamo aspettarci nella stagione autunnale da questo virus? Quali saranno le evoluzioni dei vaccini? Il professor Fabrizio Pregliasco, noto virologo e direttore sanitario dell’ Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano è recentemente intervenuto per fare chiarezza sulla rivista online (https://www.emergency-live.com/it) «La speranza è che questi andamenti ondulanti siano come quelli di un sasso in uno stagno e che vadano, quindi, a ridursi di intensità allontanandosi dal punto zero di inizio pandemia. Questa la speranza, a meno dell’arrivo di una variante particolarmente pesante». Il Covid, quindi, secondo il professore, non sarà una presenza costante della imminente stagione autunnale, ma non per questo meno contagiosa. «Dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione – ha detto Pregliasco –  Siamo ora in una fase di prima ondata post pandemia discendente, ma ci aspettiamo nel prossimo autunno/inverno, con il freddo e le condizioni facilitanti, una risalita dei contagi. Negli scorsi anni, l’influenza ha avuto scarsa incidenza, le mascherine e tutti i dispositivi di protezione personale hanno ridotto la diffusione; quest’anno, però, come stiamo già vedendo in Australia, si assisterà a un incremento anche dei casi di influenza stagionale, arrivando quindi a un punto di co-presenza dei diversi virus». È chiaro che il virus continua a cambiare, schivando la capacità di risposta della memoria immunitaria acquisita dai soggetti vaccinati o che hanno contratto il Covid. Non dobbiamo, quindi, abbassare la guardia ma trovare una strategia adeguata per convivere senza trascurare la malattia. «Sarà necessario a questo punto l’attuazione di richiami vaccinali e delle quarta dose (alcuni anziani over 80 l’hanno già ricevuta prima dell’estate)». Un passaggio importante che riguarda noi operatori delle Rsa è poi la seguente. «I vaccini – dice –  saranno raccomandati, quindi non più obbligatori, nemmeno per gli operatori sanitari e per le altre categorie per cui lo era. Si può anche supporre che per le persone a cui è da sempre indicata la vaccinazione antinfluenzale (soggetti anziani, a rischio, con problematiche, dai 60 anni in su) verranno offerti in parallelo i 2 vaccini (antinfluenzale ed anti Covid) nella stessa seduta, come era stato fatto lo scorso anno».  Secondo le previsioni, a meno dell’arrivo di una variante più aggressiva, le ondate saranno più brevi e di minore intensità. Questo sarà possibile solo grazie al residuo di risposta immunitaria che molte persone hanno mantenuto dalle vaccinazioni. «All’inizio della pandemia – conclude Pregliasco –  il virus ha colpito tutti indistintamente. Adesso si modifica e cerca di colpire chi ha fatto il vaccino o contratto la malattia da più tempo. Possiamo dire che il virus è diventato più “buono”, ma questa sua relativa bontà è legata al fatto che gran parte di noi, vaccinati e guariti, riesce ad aggredirlo, senza sfuggire all’infezione, ma evitando gli effetti più pesanti».

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