La vecchiaia nel futuro, sfida accettata per migliorare la qualità della vita

Occuparci in maniera specializzata e con grande professionalità degli anziani è una sfida che abbiamo accettato e che ci impegnerà moltissimo nei prossimi anni. Ci piace prendere spunto in tal senso dall’ultima Enciclica di Papa Francesco, “Fratelli tutti”,  disegna l’orizzonte in cui collocarci per delineare quella “prossimità” al mondo degli anziani, che sino ad oggi è stato spesso “scartato” dall’attenzione pubblica. Gli anziani, infatti, sono stati tra i più colpiti dalla pandemia. Il numero di morti tra le persone oltre i 65 anni è impressionante. Papa Francesco non manca di rilevarlo: «Abbiamo visto quello che è successo agli anziani in alcuni luoghi del mondo a causa del Coronavirus. Non dovevano morire così. Ma in realtà qualcosa di simile era già accaduto a motivo delle ondate di calore e in altre circostanze: crudelmente scartati. «Non ci rendiamo conto – ha detto il pontefice –  che isolare le persone anziane e abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del necessario contatto con le loro radici e con una saggezza che la gioventù da sola non può raggiungere». Già negli anni in cui era Arcivescovo di Buenos Aires, Papa Francesco sottolineava che “l’eliminazione degli anziani dalla vita della famiglia e della società rappresenta l’espressione di un processo «perverso in cui non esiste più la gratuità, la generosità, quella ricchezza di sentimenti che fanno sì che la vita non sia solo un dare e avere, cioè un mercato. Eliminare gli anziani è una maledizione che spesso questa nostra società si autoinfligge». Sotto il profilo statistico-sociologico, uomini e donne hanno in generale oggi una più lunga speranza di vita.  I dati ci dicono che la popolazione anziana cresce più velocemente nelle aree urbane rispetto a quelle rurali e che in esse la concentrazione di anziani è maggiore. Il fenomeno segnala, tra gli altri, un fattore di rilevante impatto, ossia la differenza dei rischi di mortalità, che tendono ad essere inferiori nelle aree urbane. Contrariamente a quanto una visione stereotipata potrebbe far immaginare, a livello globale le città sono luoghi dove in media si vive di più. Gli anziani, dunque, sono numerosi, ma è indispensabile rendere le città abitabili anche per loro e potenziare realtà come centri assistenziali e Rsa come la nostra dove la cura dell’anziano deve essere qualcosa di altamente qualificato. Va superato lo stereotipo del “cronicario” dove l’anziano,  che è diventato un peso per la famiglia, viene scaricato come un pacco postale in casa di riposo in attesa che “passi a miglior vita”. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2050 nel mondo ci saranno due miliardi di ultrasessantenni: dunque, una persona su cinque sarà anziana. È pertanto essenziale rendere le nostre città luoghi inclusivi e accoglienti per gli anziani e, in generale, per tutte le forme di fragilità. A livello culturale e di coscienza civile e cristiana, è assolutamente opportuno un deciso ripensamento dei modelli assistenziali per gli anziani. Imparare ad “onorare” gli anziani è cruciale per il futuro delle nostre società e, in ultima istanza, per il nostro futuro. «C’è un comandamento molto bello nelle Tavole della Legge, bello perché corrispondente al vero, capace di generare una riflessione profonda sul senso della nostra vita: “onora tuo padre e tua madre”. La realizzazione di una vita piena e di società più giuste per le nuove generazioni dipende dal riconoscimento della presenza e della ricchezza che costituiscono per noi i nonni e gli anziani, in ogni contesto e luogo geografico del mondo. E tale riconoscimento ha il suo corollario nel rispetto, che è tale se si esprime nell’accoglienza, nell’assistenza e nella valorizzazione delle loro qualità e dei loro bisogni. Tra questi, vi è senz’altro il dovere di creare le condizioni migliori affinché gli anziani possano vivere questa fase della vita, nel miglior modo possibile .

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