
Da alcuni giorni la nostra Rsa ha concretizzato un progetto già messo in cantiere da alcuni mesi. La cromoterapia, ovvero la capacità di sollecitare attraverso il colore il benessere generale degli ospiti a livello di impatto visivo, si arricchisce di un nuovo ed importante elemento. Tutti gli operatori sanitari indosseranno d’ora in poi divise multicolore, dal giallo, all’arancione, al rosso, al lilla, all’azzurro, al verde. La cromoterapia s’inserisce tra le medicine alternative: il mondo variopinto dei colori rappresenta una terapia volta al trattamento di disturbi di varia entità. In questa “medicina”, che non si avvale di nessuna prova scientifica, i colori sono indispensabili per ritrovare l’armonia e l’equilibrio del corpo e dello spirito. «La cromoterapia è definita anche come terapia integrativa, di supporto, quindi, alle altre medicine più invasive» (Fonte my-personaltrainer.it). Le origini delle pratiche cromoterapiche affondano profonde radici nel passato: basti pensare che già gli antichi Egizi e i Romani usavano l’elioterapia per il trattamento dei diversi mali: questa pratica consisteva nel sottoporsi all’irradiazione diretta dei raggi del sole, che esercitava nel corpo un potere antidepressivo, seppur blando.
La cromoterapia promuove l’assunto che i colori siano in grado di influenzare le funzioni dell’organismo, influendo a livello del sistema metabolico, nervoso ed immunitario. Per far capire quanto erano importanti e quanto potevano influire i colori nei popoli antichi, è riportata una tabella in cui vengono riassunti i concetti chiave della cromoterapia per gli Egizi, per i Greci, per gli Indiani e per i Cinesi. Questa tabella sarà utile per poter effettuare un successivo confronto con le tendenze cromoterapiche attuali.