La salute degli anziani al centro del nostro lavoro

La salute degli anziani è un tema che acquista sempre maggiore importanza nella società attuale. «Nel 2000, circa 600 milioni di persone nel mondo avevano un’età superiore ai 60 anni. Si stima che nel 2025 gli ultrasessantenni saranno 1,2 miliardi e raggiungeranno quota 2 miliardi entro il 2050».  (fonte primo Piano salute e benessere) . Con il termine di “fragilità” si identifica una condizione di rischio e di vulnerabilità, caratterizzata da un equilibrio instabile di fronte a eventi negativi. L’anziano subisce un naturale processo d’invecchiamento e, spesso, presenta diverse patologie che necessitano di un trattamento farmacologico cronico. Queste condizioni, nella loro globalità, rendono l’organismo più vulnerabile e quindi più fragile dal punto di vista . La fragilità è provocata dall’incapacità dei sistemi biologici di conservare l’omeostasi. Nel paziente ultra 65enne si assiste ad una progressiva riduzione delle riserve funzionali di organi e di apparati, tutto ciò si traduce in un elevato rischio di “rottura” indotto da agenti patogeni o da modificazioni dell’equilibrio psicologico e della qualità di vita. È difficile poter identificare i fattori che sottendono la fragilità dal momento che le determinanti sono le più disparate; in questo modo, è altrettanto difficile intervenire sia in senso preventivo sia terapeutico. I criteri diagnostici per definire la fragilità somatica si ispirano a Fried e Walston, che hanno indicato come possibili markers la presenza di disturbi dell’equilibrio e della marcia, la debolezza muscolare, la ridotta tolleranza allo sforzo, e le modificazioni della composizione corporea, quali la perdita di peso, la sarcopenia e la malnutrizione. I criteri sono stati validati da una serie di studi che hanno dimostrato l’associazione di queste caratteristiche con l’aumento di rischio di istituzionalizzazione e di morte, nonché con l’insorgenza di sindromi geriatriche, come la perdita della funzione, la depressione, le cadute e l’ incontinenza urinaria. Identificare e comprendere il ruolo della fragilità come condizione che modula la qualità e la durata della vita dell’anziano costituisce un importante punto di partenza; in quest’ottica, infatti, essa diviene target d’interventi mirati sul piano clinico, psicologico e sociale per ridurre il rischio di eventi a esito negativo. A partire dalla fine del 1800, si è assistito ad un progressivo passaggio da un regime caratterizzato da mortalità elevata in età infantile e giovanile, ad un nuovo regime nel quale predominano le malattie in età.  Va sottolineato altresì che la situazione riguardante la cura dell’anziano non deve mai prescindere dal discorso che attiene all’approccio empatico e di conseguenza di tutto ciò che riguarda la cura

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