
Uno dei problemi che hanno gli anziani è legato ai continui attacchi di sonno, che si verificano durante il giorno andando a minacciare anche le relazioni sociali, è totalmente da rivalutare. È un pensiero comune che gli anziani dormano poco, ma in realtà non c’è nulla di più sbagliato. «Secondo il professor Raffaele Antonelli Incalzi, luminare dell’Università Campus Bio-Medico della città di Roma, la quantità di sonno necessaria all’organismo tende a diminuire man mano che l’età aumenta: vige, infatti, un rapporto di proporzionalità inversa tra gli anni e le ore di sonno da assicurare al proprio corpo. Si pensi ad esempio a quando si è piccoli: accade sovente che i bebè si addormentino sempre; ciò è sintomo di un’esigenza piuttosto grande di riposare. Al contrario, quando si diventa adulti, diventano sufficienti 7-9 ore di sonno per evitare di accusare i primi sintomi di stanchezza» (fonte Blasting News Italia) . Per quanto riguarda invece gli anziani, è stato dimostrato che per loro sono sufficienti anche 5 ore di sonno: solo andando al di sotto di tale soglia, si cominciano ad avvertire i segnali legati alla sonnolenza. In virtù di ciò, l’appisolarsi di frequente è da ricondurre ad altre cause. Ciò fa nascere l’esigenza di dover recuperare le energie di giorno, alterando le abitudini e aumentando le possibilità che si verifichi il decadimento cognitivo. Se, al contrario, si facessero 5 ore di sonno regolari, tali problematiche non si verificherebbero. Le cause della sonnolenza possono essere determinate poi anche dall’assunzione di farmaci antidepressivi ed antiparkinsoniani. Ma la tranquillità mentale anche negli anziani già affetti da problematiche legate alla demenza senile è un fattore assolutamente di primo piano. Gli anziani, specie quelli ricoverati nelle Rsa, devono sentirsi protetti e come se fossero a casa propria. L’adagio retorico secondo il quale un anziano affetto da Alzheimer “tanto non capisce nulla” è assolutamente da smontare in ogni suo punto perché è un falso mito. Un anziano anche con demenza senile percepisce benissimo se accanto a sé c’è un clima di tensione, di ostilità, oppure si vive sereni e tranquilli. Il compito di educatori, Oss e Asa e di tutti gli operatori sanitari che lavorano in una Rsa è quello di creare un ambiente famigliare e sereno. L’anziano deve sentirsi come in un porto sicuro lontano da ogni tipo di insidia o di difficoltà