
Un recente articolo pubblicato sulla rivista mensile specializzata in psicologia “yes therapy help” ha smontato sei falsi miti, o se volete, più semplicemente sei luoghi comuni sugli anziani ed il processo di invecchiamento. Iniziamo dal primo. L’invecchiamento implica il deterioramento fisico e mentale. Invecchiando, le nostre capacità possono essere diminuite, ma questo non significa necessariamente che stiamo subendo un debilitante deterioramento fisico e mentale. Il segreto è quello di rimanere attivi per affrontare la vecchiaia con un livello ottimale e quindi prevenire la perdita di funzionalità. Essere un agente sanitario primario e promuoverlo invece di essere trascinato da ciò che crediamo debba venire. Altra falsa credenza è quella che le persone anziane cambiamo carattere, diventando più “acide” e cattive. spesso parliamo di persone anziane irascibili, impertinenti e mal istruite . Tuttavia si cade nell’errore di generalizzare in quanto questi comportamenti non si vedono solo negli anziani. Inoltre tutti noi conosciamo uno o più anziani gentili, educati ed affettuosi. Conseguentemente anche il postulato che essere anziani sia sinonimo di diventare scorbutici è facilmente smontabile. Terzo luogo comune: invecchiando tutti abbiamo lo stesso destino. Ciò che si compie nel presente può determinare il futuro. Questa è una realtà, quindi a seconda del tipo di vita che conduci, così invecchierai . Inizia a prenderti cura di te ora e segui i principi dell’invecchiamento attivo e certamente il processo di invecchiamento potrà essere affrontato con la giusta serenità. Inoltre, come abbiamo già dimostrato in precedenti redazionali, l’invecchiamento si differenzia da persona a persona a seconda anche degli eventi che hanno accompagnato la propria esistenza. Un falso mito per eccellenza è poi quello che recita che l’invecchiamento sia sinonimo di perdita di sessualità. La sessualità rimane per tutta la vita. Con l’età può diminuire la sua attività, ma il desiderio rimane , così come l’esercizio della sua funzione genitale. Quinto falso mito: invecchiando si diventa più inutili. Questa idea influisce negativamente sulle opportunità di crescita personale e autonomia. Inoltre, contribuisce all’isolamento sociale e attacca lo stato mentale. La cosa seria è che gli altri pensino questo degli anziani. Tuttavia se non credo in qualcosa, le mie azioni non saranno dirette verso la loro ricerca. Ultima falsa credenza: le persone anziane sono più tristi dei giovani. La tristezza invece non è legata agli anni, ma alle circostanze della vita e il modo in cui li affrontiamo e li superiamo. Le persone anziane vivranno più probabili momenti critici, è naturale, ma l’esperienza di vita dà loro gli strumenti per andare avanti. La maggior parte degli anziani riflette un alto grado di benessere e felicità.