
Con il progressivo aumento dell’età nel cervello insorgono diversi cambiamenti, di ordine lieve, che interessano le funzioni cognitive, comportamentali ed emotive. «L’Associazione Americana degli Psicologi (APA) ha fornito nel 1987 una chiara definizione del termine di decadimento cognitivo cronico-progressivo, una malattia del cervello che comporta la compromissione delle funzioni cognitive tale da pregiudicare la possibilità di una vita in autonomia. Ai sintomi cognitivi si associano quasi sempre alterazioni della personalità e del comportamento che variano come entità da individuo a individuo. Inoltre è presente una progressiva alterazione dello stato funzionale» (Santagostino, finestra psiche). La definizione dell’APA dice che la demenza è una malattia del cervello che comporta. Collegato al decadimento cognitivo ci sono le demenze, patologie frequenti che colpiscono gli anziani e di cui abbiamo già avuto modo di parlare. Oltre ai sintomi cognitivi possono emergere sintomi comportamentali che evidenziamo in questo capitolo la cui insorgenza varia da individuo a individuo. Tra i più comuni ci sono: depressione, dunque una eccessiva presenza di emozioni negative rivolte a sé, al mondo e al futuro, e aggressività fisica e verbale, diretta all’altro o verso sé; presenza di deliri, ovvero delle convinzioni sbagliate e assurde che risulta difficile mettere in dubbio, e allucinazioni, cioè percezioni visive o acustiche di elementi assenti nell’ambiente circostante; irritabilità, intesa come tendenza ad arrabbiarsi facilmente, o al contrario apatia, ovvero la mancanza di iniziativa e motivazione nel fare le cose o anche nel sentire le emozioni; affaccendamento motorio aberrante, che consiste nella messa in atto di sequenze motorie consecutive e ripetitive senza alcuno scopo; instabilità emotiva, ovvero la facilità a deprimersi, irritarsi, ridere o essere apprensivi. A questi si aggiungono sintomi cognitivi quali difficoltà nella memoria, nel linguaggio e nell’orientamento. Altresì l’anziano si ritrova a vivere una progressiva riduzione dell’autonomia e della capacità di gestire le attività di cura di sé. Il decadimento ha un’evoluzione progressiva durante la quale i sintomi peggiorano fino a una condizione di totale dipendenza. Riconoscere, in fase iniziale i segnali del decadimento cognitivo, risulta fondamentale per poter con adeguati stimoli, rallentare questo processo e migliorare la qualità della sua.