
Una delle problematiche più importanti presenti negli anziani e che caratterizza il processo di invecchiamento sono legate alla perdita della memoria, sia a breve che a lungo termine e quasi tutte dipendono dall’età. Con l’avanzare dell’età, infatti la qualità della memoria tende a peggiorare, anche in assenza di patologie gravi. «La perdita di memoria può derivare anche da problemi emotivi, come aver perso una persona amata o sentire la propria utilità sociale venir meno. In questi casi, la perdita di memoria è spesso accompagnata da stati depressivi. Il deterioramento cognitivo lieve, inoltre, può essere un sintomo precoce dell’Alzheimer. In questi casi, la perdita di memoria nell’anziano è provocata dall’accumulo della proteina “beta-amiloide” all’interno dei neuroni e dalla conseguente formazione di placche, che poco alla volta paralizzano i neuroni» (fonte epiCura). Questa limitazione può generare un deterioramento della memoria progressiva, insieme ad evidenti problemi di orientamento. Nella fase più acuta, l’anziano mette in campo confusione, mancanza di orientamento anche in luoghi familiari ed atteggiamenti ostili o aggressivi, dovuti al condizione di disorientamento. Per rallentare o prevenire la progressione della malattia di Alzheimer e di altri disturbi cognitivi possono risultare utilissimi piccole tecniche che riguardano lo stile di vita, come corretta alimentazione un rapporto veglia/sonno adeguato; attività fisica costante; vita sociale attiva e soddisfacente. «Il cervello, infatti, funziona in maniera simile agli altri muscoli: di conseguenza, più viene impiegato e più facilmente resterà in forma a lungo» (fonte epiCura). Uno strumento molto importante per rallentare è la stimolazione cognitiva, di cui abbiamo già parlato, un insieme di tecniche tese ad allenare e a rafforzare le capacità cognitive del paziente, tra cui attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive. Le normali attività che stimolano le capacità cognitive possono rinforzare le connessioni cerebrali, prevenendone e rallentandone il deterioramento. Affinché queste tecniche siano efficaci è importante che la stimolazione cognitiva venga svolta tutti i giorni anche per un piccolo lasso di tempo, stimolando l’anziano a dedicarsi quanto più possibile ai propri interessi e hobby, supportandolo nel praticare attività che tengano allenata la mente; stimolare l’anziano nello svolgimento di attività fisica, come le passeggiate all’aria aperta nel seguire una dieta sana ed equilibrata e seguendo eventualmente un menù tipo indicato dal medico. A tal proposito nelle Residenze sanitarie per anziani come avviene in tutti gli enti sanitari, sarebbe fondamentale la collaborazione tra parenti, direzione generale e direzione sanitaria affinché non vengano introdotti dall’esterno, a meno di una autorizzazione (esempio torte di compleanno) dolciumi o altri cibi che oltre a non essere tracciati dalla Casa di riposo, sono vietati a norma di legge e possono arrecare problematiche alla salute stessa dell’ospite.