
L’umore viene definito come uno stato emotivo con cui ciascuno di noi percepisce il mondo. L’espressione ‶tono dell’umore″ è riferita all’umore di un dato momento e dipende dalla nostra condizione fisica, dai contenuti dei nostri pensieri, dalle situazioni di vita. Può quindi capitare che uno stesso evento possa essere percepito e vissuto in modo radicalmente differente da due persone con umore diverso. Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali «L’umore è un’atmosfera emotiva pervasiva e durevole». (fonte Uwell.it dottoressa Roberta Martinoli). L’umore, stando a questa definizione, è anche durevole e viene interpretato come parte del nostro carattere. Molteplici sono gli aggettivi che possiamo conferire al carattere di una persona e che hanno allo stesso tempo a che fare con il suo umore. Potremmo dire, ad esempio, che un amico è di carattere allegro, ansioso, calmo, irascibile. In realtà si distingue tra un umore normale, in cui il soggetto reagisce in modo equilibrato, flessibile e allineato agli stimoli ambientali, e un umore patologico che, al contrario, è rigido e rimane immutato anche al modificarsi delle viarie situazioni. Il tono dell’umore attiene all’umore di un dato momento e dipende dalla nostra condizione fisica, dai contenuti dei nostri pensieri, dalle situazioni di vita. Spesso il tono dell’umore dipende anche dal tempo atmosferico. Diversa può essere la reazione di una persona ad un evento non eccessivamente avverso, per esempio lo smarrimento di un oggetto a cui teniamo molto se avviene in una bella giornata di sole, oppure in una giornata invernale fredda e fredda. Le persone il cui umore cambia molto a seconda della stagione si definiscono metereopatiche. Con il passare degli anni certi meccanismi che entrano a far parte del nostro modo di vita tendono a cronicizzarsi. Negli anziani il tono dell’umore se non monitorato, in persone particolarmente soggette a disturbi di sbalzi d’umore, possono sfociare in forme ansioso – depressive. Per tale motivo è importante da parte di noi addetti ai lavori, equipe sanitaria ed anche tutto il personale che lavora all’interno di una Rsa, intercettare queste situazioni di mutazione del tono dell’umore e progettare interventi mirati in modo tale che si possa limitare il perdurare di queste condizioni di disagio e si riesca a risolverle senza dover ricorrere a cure farmacologiche. Se invece il disagio perdura e si trasforma in disturbo si può e si deve intervenire con diversi medicinali specifici.